Stadio della Roma, un’odissea senza fine. E adesso?

James Pallotta sta diventando proprietario dei terreni di Tor di Valle rilevandoli da Eurnova (per circa 100 milioni di euro), ma ha bisogno dell’appoggio politico per andare fino in fondo nel progetto

stadio della roma

Lo Stadio della Roma reggerà allo scandalo dell’arresto per corruzione di Marcello De Vito, esponente del M5S e presidente dell’assemblea capitolina? Una premessa però è d’obbligo: la Roma è parte lesa nella vicenda, vuole costruire lo stadio da 7 anni (dai tempi di Alemanno), ma la posa della prima pietra resta ancora un miraggio nonostante i passi in avanti degli ultimi mesi. Finora il club giallorosso ha sempre tenuto un profilo basso davanti alla valanga di arresti e inchieste che girano intorno al costruttore Luca Parnasi. Anche dal punto di vista mediatico, che tra parentesi è mille volte superiore a quello dell’ala romana del M5S e di qualsiasi altra fazione politica.

Cosa succede adesso?
Come è noto James Pallotta, il numero uno della Roma, sta diventando proprietario dei terreni di Tor di Valle rilevandoli da Eurnova (per circa 100 milioni di euro), ma ha bisogno dell’appoggio politico per andare fino in fondo nel progetto. Se la pioggia di critiche sul caso De Vito porterà alle dimissioni la sindaca Virginia Raggi, lo Stadio della Roma entrerà in una voragine perchè mancano ancora sia l’approvazione alla variante al piano regolatore che la firma sulla convenzione urbanistica. Dall’altro lato, se la Raggi resterà al suo posto, c’è da fare i conti con una questione morale e di immagine: perchè andando avanti si darebbe il sostegno allo Stadio della Roma sotto lo scandalo De Vito, uomo del M5S macchiato dalle accuse di corruzione in relazione all’impianto di Tor di Valle. Anche ai piani alti del Campidoglio non hanno le idee chiarissime. «Arresto De Vito pietra tombale sullo Stadio della Roma? Lasciateci capire. Se il procedimento non è viziato da alcun comportamento penalmente rilevante tecnicamente si può andare avanti», ha detto il direttore generale del Campidoglio Franco Giampaoletti entrando a Palazzo Senatorio. E sul versante politico? «Questo non lo so», ha aggiunto Giampaoletti. Il Codacons intanto ci va giù pesante chiedendo lo «stop immediato al progetto dello Stadio della Roma e scioglimento del Consiglio comunale».

Negli States
La Roma, in particolare con James Pallotta, ha dato più volte segni di insofferenza. Nell’ultima intervista al sito ufficiale giallorosso il presidente americano aveva detto: «Ovviamente i ritardi nel progetto stadio ci hanno riportato indietro di due o tre anni. Pensavamo che ci saremmo trovati molto più vicini all’apertura e tutto ciò ci avrebbe aiutato a generare entrate di gran lunga maggiori, per poter competere costantemente con i più grandi club di Europa. Non possiamo diventare un top 10 club senza uno stadio. Per riuscirci abbiamo bisogno di più entrate: per questo dico che lo stadio è il punto di svolta. Se si pensa che io sia più ossessionato dallo stadio rispetto alla squadra, semplicemente è perché non passa il mio messaggio: è proprio perché sono ossessionato dalla squadra che ho questa determinazione a costruire lo stadio, per mettere su un gruppo in grado di competere stabilmente a parità di condizioni con certi avversari». Insomma, anche dagli States attendono gli sviluppi di questa odissea senza fine.

Mondo sportivo
Così il presidente del Coni, Giovanni Malagò: «Lo stadio della Roma? Figuratevi se io oggi faccio considerazioni. Penso e spero che non implichi un ulteriore rallentamento su un percorso già di per sé complesso ma che sembrava andasse verso una conclusione. Pallotta si stufa? Non lo so, non posso stare nella sua testa. Se ognuno procede isolatamente è una via crucis arrivare fino in fondo alla realizzazione di un nuovo impianto. Se ci fosse invece una data certa di un evento sai che per quella data le cose le devi autorizzare. Penso che per il calcio senza impianti non si vada da nessuna parte e la madre di tutte le battaglie sono gli Europei del 2028: non vedo altre soluzioni». Anche il sottosegretario con delega allo Sport Giancarlo Giorgetti ha parlato dello stadio: «Non ho capito bene la correlazione con il progetto, ma spero che non si interrompa perché Roma e l’Italia hanno bisogno di impianti».