Staminali: dal grasso riparano tutti i tessuti, tecnica Usa a Upmc Roma  

“La medicina rigenerativa, nel senso più ampio del termine, consiste nell’uso di farmaci, dispositivi e anche tessuti e cellule per aumentare la capacità naturali del corpo di guarire, arrivando a un livello di riparazione che non era possibile con le terapie precedenti che avevamo a disposizione. All’Upmc Salvator Mundi ci stiamo focalizzando molto sull’uso di tessuti degli stessi pazienti, specialmente il grasso, per riparare altri tessuti del corpo danneggiati o lesi. Molte persone non credono nel fatto che il grasso corporeo, di cui spesso ci vogliamo liberare, è una ricchissima fonte di cellule staminali adulte con un grande potenziale di riparazione”. Lo afferma all’Adnkronos Salute J. Peter Rubin, presidente del dipartimento di Chirurgia Plastica Upcm di Pittsburgh (Usa), condirettore del Centro per cellule staminali adipose sempre a Pittsburgh e visiting professor all’Università Sapienza Roma. 

L’esperto è in questi giorni in Italia per partecipare alla conferenza ‘L’evoluzione della chirurgia plastica e ricostruttiva ad 85 anni dalla sua istituzione alla Sapienza’ e per incontrare i medici dell’Upcm Salvator Mundi International Hospital di Roma, con i quali collaborerà per creare un centro di riferimento per la medicina rigenerativa.  

“La chirurgia plastica negli Stati Uniti – racconta – si sta focalizzando molto sulle terapie rigenerative, che sono in grado di accrescere le capacità naturali dell’organismo di guarire e riparare i tessuti danneggiati. E’ un campo di grande innovazione, si evolve molto rapidamente, circa ogni 5 anni. Siamo molto onorati di essere qui con i nostri colleghi italiani all’università Sapienza di Roma, per condividere idee e parlare di queste nuove tecniche, perché come la chirurgia plastica sta evolvendo negli Stati Uniti, così sta succedendo in tutto il mondo e vogliamo lavorare insieme per andare ancora più avanti”. 

“Quando utilizzati correttamente nelle terapie rigenerative – prosegue Rubin – il grasso e le cellule staminali che contiene possono avere un effetto considerevole sulla riparazione dei tessuti e sulla riduzione di sintomi derivanti da radioterapia antitumorale, o altri sindromi dolorose in cui il dolore è associato a cicatrici. L’uso di questa terapia può avere davvero grandi effetti. Chiaramente l’uso delle staminali del grasso può avere anche impieghi estetici e di ringiovanimento: per dare ai pazienti un aspetto più giovane, per ristabilire i volumi soprattutto del viso, ma anche in altre parti del corpo. Le applicazioni sono davvero molte”. 

“Posso fare un esempio – sottolinea il chirurgo plastico americano – del tipo di paziente che può beneficiare di questa tecnica: abbiamo trattato una giovane studentessa universitaria che, quando era un’adolescente, ha avuto un terribile incidente. Un bus le è passato sulle gambe provocando ferite gravissime e, in seguito agli interventi, terribili dolori cronici, difficoltà a camminare. Utilizzando il suo stesso tessuto adiposo abbiamo potuto ricostruire nuovo tessuto sul suo piede, con una riduzione dei dolori e un miglioramento della sua qualità di vita. Questo è solo un esempio fra i numerosi pazienti che possono beneficiare di questa tecnica offerta al Salvator Mundi”. 

Infine, l’esperto rivolge parole di stima nei confronti dei colleghi italiani: “Andando indietro nel tempo, moltissime importanti tecniche di chirurgia plastica sono state sviluppate in Italia da importanti medici come Gaspare Tagliacozzi, che ha inventato una delle prime tecniche ‘flap’ dell’età moderna, per la ricostruzione del naso. Ho tantissimi amici chirurghi plastici nel vostro Paese ed è sempre un grande piacere incontrarsi nelle conferenze e scambiarsi idee in un’area di meravigliosa innovazione come la chirurgia plastica”.