Startup, a tutto sport sul divano con perfetti sconosciuti

L’app si chiama Sofan e permette di condividere il proprio salotto di casa per guardare partite di calcio (e non solo) in compagnia di altri appassionati

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Non soltanto stanze, biciclette o automobili. Da qualche giorno c’è un applicazione che permette di condividere anche il proprio salotto di casa, per guardare gli eventi sportivi in compagnia di altri appassionati. L’app si chiama Sofan e l’idea è venuta a tre ragazzi di poco più di vent’anni, studenti universitari fuori sede che vivevano all’estero e hanno deciso di trovare un modo per vedere le partite della propria squadra del cuore. «Il progetto ci è venuto in mente quando vivevamo ad Amsterdam per lavoro. Lì ci siamo resi conto che è più facile conoscere persone e stringere amicizie quando ci sono di mezzo le partite di calcio», spiega Antonio Gullotti, 29 anni, tra i fondatori della piattaforma. Lui e Luciano Monteleone, amico e co-fondatore, sono palermitani e condividono la passione per la squadra di calcio della loro città: il problema, quando erano in Olanda, era proprio riuscire a vedere le partite del Palermo senza dover per forza sottoscrivere un abbonamento alle pay-tv oppure andare in un pub e pagare una consumazione.

Contributo dai 3 ai 7 euro
«È lì che ci è venuta l’idea di creare una sorta di Airbnb dei tifosi, in modo da mettere in contatto chi ha a disposizione un abbonamento alle pay-tv o a piattaforme di streaming con chi cerca un posto per guardare una partita». Ed è proprio così che è nata Sofan, la startup innovativa che punta a entrare nel mercato delle app e che permette di conoscere nuovi amici e tifosi con cui condividere la propria passione. Il tutto con la possibilità di recuperare in parte anche il costo del proprio abbonamento. Come spiegano i fondatori, infatti, il tifoso ospitato riconoscerà al padrone di casa una piccola fee per ringraziarlo dell’ospitalità. «Per iscriversi come host non bisogna pagare nulla – precisa infatti Gullotti – per chi invece suonerà al campanello del tifoso che lo ospiterà, abbiamo previsto un contributo tra i 3 e i 7 euro che andranno stabiliti in base ai servizi offerti (come ad esempio un divano comodo, un wifi accettabile o una bibita con patatine)».

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Lo screenshot da sofan.it

Già a quota 100
L’idea dell’applicazione è nata l’anno scorso e a maggio il progetto ha iniziato a prendere forma. In attesa del lancio completo della piattaforma, che sarà disponibile tramite app IOS e Android, da qualche giorno sul sito Sofan.it è possibile iscriversi solo come host, nelle vesti cioè di chi si offre di accogliere gli ospiti e aprire le porte di casa. Al momento sono oltre un centinaio le adesioni raccolte, un ottimo risultato secondo Gullotti. «In questa fase iniziale ci aspettiamo un numero elevato di persone in cerca di uno spazio per vedere le partite e pochi padroni di casa disposti a condividere il proprio salotto. Ecco perché, a partire da ottobre, uscirà online la piattaforma web e da quel momento Sofan sarà perfettamente utilizzabile sia per gli host che per i guest».

Si parte da Milano
Al momento la startup – giurano i fondatori – non è a scopo di lucro anche se in futuro Gullotti non esclude che la piattaforma possa incassare una piccola quota per l’intermediazione. «Non ci abbiamo ancora pensato, ma sarà al massimo il 10%, anche perché crediamo nell’idea della condivisione di una passione: l’auspicio è che questo servizio possa unire nel tifo persone con background diversi». All’inizio Sofan funzionerà soltanto a Milano, ma entro la fine dell’anno i fondatori intendono allargarsi ad altre città. «Il nostro obiettivo è di estendere il servizio entro il 2019 anche ad altre tre città italiane come Roma, Torino e Bologna», spiega Gullotti. Che poi precisa: «In fin dei conti abbiamo creato un’applicazione per replicare ciò che abbiamo sempre fatto a casa nostra con gli amici per le serate di campionato o di Champions League. Stavolta, però, con Sofan al posto degli amici invitiamo dei perfetti ma selezionati sconosciuti».

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