Startup, alla guida non ci sono solo giovani

Una ricerca americana sfata i falsi miti sui founder

Chi c’è dietro una startup? Nell’immaginario collettivo si pensa che le menti alla guida delle nuove imprese, innovative per antonomasia, siano prevalentemente giovani, under 30 e intraprendenti. Ma la realtà è ben diversa. Secondo un recente studio condotto da un gruppo di ricercatori americani della National Bureau of Economic Research, infatti, gli startupper hanno mediamente 41,9 anni. E se si considerano le startup con i maggiori tassi di crescita, l’età dei fondatori sale fino a 45 anni. Insomma non proprio giovanissimi con già sulle spalle qualche anno di esperienza.

Una fotografia che vale anche per l’Italia
Un ricerca di Startup Survery 2016, condotta dall’Istat, ha tracciato le caratteristiche dello startupper nostrano: uomo (nell’ 82 per cento dei casi) e con un’età media di 43 anni (solo il 26,5 per cento ha meno di 34 anni). Le donne rappresentano solo il 18 per cento dei soci operativi e si distinguono dagli uomini per essere in proporzione più giovani: il 29 per cento di esse, infatti, ha meno di 34 anni.
Per quanto riguarda la composizione dell’impresa, la ricerca ha messo in evidenza che le startup innovative hanno in media 4 soci ciascuna, di cui 2,2 sono soci operativi. Il 95 per cento delle startup ha meno di 10 soci totali, il 99,5 per cento meno di 10 soci operativi.

Qual è il profilo socioeconomico di questi founder?
Il 72,8 per cento degli startupper ha conseguito almeno una laurea e circa il 16 per cento è titolare di un dottorato di ricerca. Le donne possiedono in media un titolo di studio più elevato: il 78,9 per cento ha ottenuto almeno una laurea e il 21 per cento ha conseguito un dottorato di ricerca, sei punti percentuali in più rispetto a quanto rilevato tra gli uomini. Gran parte dei founder (87,1 per cento) ha avuto un’ esperienza professionale prima dell’avvio  della startup.
Circa il 55 per cento dei soci ha avuto almeno un’ esperienza di lavoro o formazione all’estero. Per quanto riguarda la conoscenza delle lingue, circa il 96 per cento dei soci conosce almeno un’altra lingua oltre l’italiano (il 65 per cento ne conosce solo una, il 22,9 due). La lingua più parlata è l’inglese (91 per cento dei soci operativi), seguita dal francese (21 per cento) e dallo spagnolo (11 per cento).

Sul sito dell’Istat è possibile consultare l’intera ricerca: www.istat.it

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