Startup, sei un hater e offendi la gente? E allora… paga

Una nuova società offre supporto e difesa legale a quanti diventano il bersaglio di campagne d'odio sulla rete

Presto ritrovarsi ad odiare qualcuno, riversando il proprio sentimento online potrebbe non essere così conveniente. Infatti, allo scopo di difendersi dalle campagne d’odio che nascono quotidianamente via social, con gli attuali strumenti di tutela legale che ad oggi non permettono di difendersi in modo agevole e immediato, ecco arrivare “Chi odia paga” (COP). Si tratta di una nuova startup tecnologica, nata per offrire difesa legale a chi diventa il bersaglio di campagne d’odio sulla rete (come misoginia, xenofobia, islamofobia, omofobia, antisemitismo) rispetto ai connessi reati di cui sono vittime (diffamazione, stalking, revenge porn, cyberbullismo, hate speech).  

In cosa consiste
Secondo l’ultima “Mappa dell’intolleranza” redatta da Vox Diritti, oltre il 70 per cento di 215 mila tweet analizzati nel 2019 contiene messaggi di odio: ora, tramite COP, chi è rimasto vittima di questi attacchi, potrà richiedere la rimozione degli insulti (il cosiddetto “take down”), svolgere le attività tecniche di preistruttoria, fino ad arrivare all’invio di diffide, esposti al questore, denunce e querele, in base alla gravità del reato commesso dagli hater. 
La startup nasce nel 2018 per iniziativa di Francesco Inguscio, imprenditore seriale in ambito tecnologico e CEO di Nuvolab, sviluppandosi grazie all’avv. Giuseppe Vaciago e al suo team di giuristi e con il sostegno finanziario ricevuto dal fondo di impact investing Oltre Venture, che nella startup ha investito 200mila euro in un primo round seed e si prepara al suo lancio ufficiale che avverrà agli inizi del 2020. In questo periodo, la società sta invitando quante più associazioni, aziende e professionisti del settore a registrarsi al sito della startup, chiodiapaga.it. 

Educare all’uso della rete
Come spiega il creatore della startup, Inguscio, «Mi sembra doveroso scendere in campo contro l’odio online mettendo al servizio della società le competenze e le risorse accumulate in questi 10 anni di attività nel mondo dello sviluppo di startup innovative. Tramite la nostra piattaforma puntiamo a “tassare chi odia” per finanziare progetti di sensibilizzazione ed educazione ad un uso costruttivo della comunicazione sulla Rete». La consulenza legale è affidata all’avvocato Giuseppe Vaciago che ha spiegato i motivi che lo hanno coinvolto nel progetto: «Per me, e il mio team è una sfida professionale continuare a innovare il diritto penale tramite tecnologie legaltech e competenze sviluppate in 20 anni di esperienza in questo ambito».
La società, che ha un core team tutto al femminile costituito dall’avvocato Nicole Monte sul fronte legale e Cristina Moscatelli sul fronte marketing, è stata creata anche grazie alla vincita del bando SIAVS per Startup Innovative a Vocazione Sociale della Regione Lombardia e Unioncamere Lombardia.  Inoltre, ha beneficiato del sostegno del fondo di impact investing Oltre Venture. «Il nostro obiettivo è investire in aziende economicamente sostenibili che sviluppino delle soluzioni concrete ai problemi della nostra società – ha affermato Luciano Balbo, presidente e co-fondatore di Oltre Venture – Chi Odia Paga, in questo senso, democratizza l’accesso ai servizi legali per tutti coloro che sono vittima di odio online».

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