Briatore: ‘Quando vedo Conte e Casalino mi tocco, gente in giro? Mettiamoli dentro e chiediamo una cauzione’

Fa discutere il decreto ‘Cura Italia’ con cui il governo proverà a lenire le difficoltà economiche di un Paese totalmente fermo o quasi. Le misure ‘draconiane’ necessarie per ostacolare la propagazione del coronavirus hanno un rovescio delle medaglia.  E non è la noia di chi non ama stare a casa, ma la totale improduttività delle aziende e l’effetto domino  verso  gli imprenditori, i loro dipendenti e le famiglie a essere connesse.

Flavio Briatore, ospite della trasmissione Mediaset Stasera Italia, ha manifestato in maniera chiara la sua disapprovazione nei confronti delle misure messe in campo dal governo presieduto da Giuseppe Conte.  “Il decreto da 25 miliardi? La Spagna – ha detto –  l’ha fatto di 200 miliardi, Trump di 1000 miliardi”.

Briatore contro il ‘Cura Italia’

“E’  – ha proseguito –  un decreto della vergogna. Metterà a pezzi tutti gli imprenditori  e le aziende che producono. E’ completamente paranoico comunista. L’Iva la devi pagare quattro giorni dopo. La Cassa Integrazione la paga lo Stato, il mese dopo devi pagarla tu dai contributi”.  Poi spazio all’esperienza personale:”Ho messo a casa più di 1200 persone, questi qui non si rendono conto di cosa fanno”.

Briatore ritiene che si sarebbe dovuto chiudere tutto meno le attività essenziali.  Ci sono parole di apprezzamento per quanti sono impegnati negli ospedali o nei luoghi dove ancora si vende al dettaglio. “Sono degli eroi: dai barellieri alle commesse dei supermercati. Se questa gente è in giro però è perché non abbiamo chiuso tutto.  Noi dovevamo chiudere tutto come voleva il governo, ma si è messa in mezzo Confindustria che non ho visto, però, criticare questo decreto. E’ quella che ha cercato di non far chiudere l’Italia, di far fare la partita a Milano Atalanta – Valencia e molti ammalati hanno visto questa partita. La Lega Calcio e Confindustria hanno fatto si che si facesse a porte chiuse.  Ora fa tenere aperti negozi di cani, io rispetto tutti gli animali, ma se qualcuno vuole un cane o un gatto lo prende tra qualche giorno”.

Briatore ha ormai attività in tutto il mondo. La pandemia lo ha costretto ad abbassare la serranda ovunque:”Ho chiuso 18 ristoranti, abbiamo mandato a  casa 1750 persone.  Abbiamo chiuso prima che il governo intervenisse in tutti i Paesi”.

L’imprenditore si scaglia anche contro chi non resta a casa. “Fossi al governo – ha detto –  aprirei le caserme dei militari, li butterei tutti dentro e chiederei una cauzione in base al reddito. Vedi che non vanno più in giro a rompere le scatole. Questi qui portano il virus. I vecchi sono morti di Serie B, abbiamo sempre fatto la cultura della vita, per questi delinquenti facciamo morire i nostri padri, i nostri fratelli, le zie perché hanno più di 65 anni. E questi vanno sulla montagnola in bicicletta. Non è più il tempo di scherzare”.

Per Briatore l’Europa è finita e Conte deve tirare fuori gli attributi

“Abbiamo – ha proseguito Briatore –  un Europa che non vale assolutamente niente. L’Europa con questa crisi è finita. Non è riuscita a fare un protocollo comune per tutti quanti. Ti misurano misura delle ciliegie e delle nocciole. Ci prendevano per i fondelli perché siamo stati i più trasparenti.  O l’Europa 2,5 triliardi per far ripartire l’Europa o ci conviene staccarci, mandarli a quel Paese e fare come l’Inghilterra. Io sono sempre stato un europeista “.

Briatore si aspettava maggiore sostegno sul fronte degli stipendi ai lavoratori in questa fase di chiusura. “Se  – ha detto – il governo mi fa chiudere è il governo che deve pagare. Non ho chiuso perché sono incapace. E ciò che hanno fatto gli altri. Conte deve tirare fuori le palle, quando vedi Conte e Casalino ti viene paura. Quando vedo che sono loro due che gestiscono il mio Paese mi tocco. Oggi Di Maio diceva che ci hanno mandato dieci tonnellate di materiale, ci hanno anche mandato il virus”.