Stellati e social, se il successo dei ristoranti passa anche dal web

Avere un ottimo grado di digitalizzazione è fondamentale per battere la concorrenza e ottenere più visibilità. Il napoletano "Palazzo Petrucci" e il torinese "Del Cambio", locali classificatisi al primo e al terzo posto della "Best Restaurant on Digital", raccontano a Momento Italia la loro esperienza con i social network

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Dai piatti alle piattaforme, social s’intende, il passo è breve. Per i ristoranti e i locali sembra ormai finita l’era dei passaparola, tutti hanno capito che per battere la concorrenza e attirare nuovi clienti è necessario sapersi destreggiare sul web e sui social network. E allora negli ultimi anni è cresciuto il numero di ristoranti, pub, pizzerie e bar che puntano su siti web ricchi di contenuti, pagine Facebook aggiornate con grande frequenza e profili Instagram e Twitter attraverso cui dialogare con migliaia di follower.

Il web che premia
«Ormai se non sei presente in Rete, conti poco. Anzi, in pratica è come non esistere», spiega Edoardo Trotta, general manager del ristorante stellato Palazzo Petrucci a Napoli. Il suo locale è arrivato primo nella “Best Restaurant on Digital 2018”, la classifica dei migliori ristoranti italiani stellati e i migliori consorzi selezionati da “The Italian Data Flavour”, seguito da “Aroma” a Roma e dal “Del Cambio” di Torino. Si tratta della prima ricerca che ha analizzato il grado di digitalizzazione della ristorazione stellata italiana e dei consorzi di tutela. E non mancano le sorprese: tanto per fare un esempio, l’Osteria Francescana del pluripremiato Massimo Bottura è solo al sesto posto, mentre il celebre Da Vittorio è a malapena nono. E questi sono gli unici 3 stelle Michelin che raggiungono la top 10 della classifica sulla qualità della presenza online promossa da Fiera Bolzano in collaborazione con l’agenzia Noonic.

La chiave del successo
«Ricevere una stella dà grande lustro al ristorante, ma oggi anche il web è uno strumento efficace per aumentare l’appeal della struttura», prosegue Trotta, «ed è per questo che abbiamo scelto di essere presenti sui social, attraverso i quali teniamo un contatto costante con i nostri clienti per informarli sulle nostre iniziative». La storia di Palazzo Petrucci dimostra che con l’impegno e la passione si possono raggiungere risultati importanti in termini di popolarità. Nato nel 2007 dall’incontro con lo chef Lino Scarallo, il piccolo ristorante del centro storico di Napoli si è spostato sulla baia di Posillipo e oggi è diventato un’azienda con 25 dipendenti, tutti giovani. «Ci piace dire che mettiamo la stessa passione su internet e sui social come in cucina ed in sala, anche perché si tratta del miglior biglietto da visita, specie per chi non ci conosce perché magari viene da un’altra città o dall’estero», spiega Trotta. Quando si parla di cibo e di turismo, insomma, avere un ottimo grado di digitalizzazione è fondamentale per battere la concorrenza e ottenere più visibilità. È dello stesso parere anche Alice Mariotti, responsabile della comunicazione del ristorante “Del Cambio” di Torino, che nella “Best Restaurant on Digital” si è piazzato al terzo posto. «Rispondere alle recensioni su Trip Advisor, aggiornare le pagine Facebook, Twitter e Instagram e tenere sotto controllo i trend sono tutte azioni che ci permettono di avere una marea di interazioni con i nostri clienti», osserva Mariotti. In questo caso, avere un ufficio marketing interno ha permesso al ristorante torinese di essere attivo sui social e sul web 24 ore su 24. Quando viene lanciato un evento, come le cene dedicate agli Under 35 oppure le domeniche Jazz, nel giro di un’ora è tutto sold out. «Una grande fortuna è collaborare con uno chef come Matteo Baronetto e con un team che crede molto nell’importanza della comunicazione», prosegue Mariotti. Che poi aggiunge: «Essere arrivati terzi nella “Best Restaurant on Digital” è stato un bel riconoscimento per il nostro locale, ma il mio augurio è che questo risultato dia un segnale a tutto il settore della ristorazione, un invito ad investire di più nel marketing e nella comunicazione social: perché sono queste le chiavi per il futuro». Dalla cucina alla tastiera, dunque, il passo è breve. Ma bisogna saperlo fare.

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