Stipendi parlamentari, Di Maio: «Li tagliamo». Borghi: «Non è nel contratto»

E uno studio inglese pubblicato da Il Mattino rivela come i politici italiani siano i più pagati del mondo

stipendi parlamentari

Il prossimo obiettivo del governo gialloverde potrebbe riguardare il taglio dei costi della politica. Ad annunciarlo è stato il vicepremier e ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, in un  videomessaggio sui social, il primo gennaio, insieme ad Alessandro Di Battista. Il leader del MoVimento 5 Stelle è tornato a parlare di questa iniziativa in un post su Twitter, rilanciando un post del Blog delle stelle che parla di uno studio inglese riguardante gli stipendi dei parlamentari nel mondo. La ricerca, pubblicata dal quotidiano Il Mattino, evidenzia come siano proprio i politici italiani ad avere le retribuzioni più alti. Inoltre, il sito del MoVimento ricorda anche che con 630 deputati e 315 senatori il nostro parlamento è secondo, per numero di componenti, soltanto al Regno Unito. Tuttavia, a frenare gli entusiasmi di Di Maio sul taglio degli stipendi, è stato uno degli alleati di governo e precisamente il presidente della commissione Bilancio della Camera, Claudio Borghi (Lega), che in un’intervista rilasciata a La Repubblica ha ricordato come la misura non faccia parte del contratto di governo: «Io c’ero quando si scriveva il contratto di governo – afferma – E in quel contratto tra Lega e M5S, il taglio degli stipendi dei parlamentari semplicemente non c’è». E Borghi si è detto contrario anche alla riduzione del numero dei parlamentari: «Rappresentano i territori, più istanze arrivano in aula più il popolo si sentirà ascoltato e garantito».

I dati dello studio
Secondo la ricerca pubblicata da Il Mattino, i parlamentari italiani guiderebbero la classifica dei più pagati con uno stipendio medio di 120mila sterline all’anno, seguiti da Australia e Stati Uniti, i cui politici guadagnano rispettivamente, in media, 117mila e 114mila sterline annue.
Inoltre, confrontando i dati con quelli degli altri Paesi europei, risulta che i parlamentari italiani riescono a guadagnare anche il 60 per cento in più rispetto ai loro colleghi. Al netto di indennità, diaria e rimborsi, infatti, possono arrivare anche a 16mila euro al mese. Alle stesse condizioni, dietro di noi troviamo i componenti del parlamento europeo e di quello norvegese (con circa 12mila euro), seguiti da Francia (circa 11mila euro) e Germania (circa 10mila euro), mentre in fondo alla classifica troviamo i parlamentari spagnoli con circa 3mila euro al mese.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

uno × cinque =