Strage di braccianti, si riaccendono i riflettori sul caporalato

Il ministro del Lavoro Di Maio annuncia un aumento dei controlli, la Cgil si prepara a scendere in piazza e chiede un tavolo interministeriale

braccianti

«È necessario arginare una volta per tutte la piaga del caporalato. Un sistema vergognoso che sfrutta la disperazione di persone disposte a tutto pur di lavorare». Ad affermarlo, in una nota ufficiale, è il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, dopo l’incidente stradale, avvenuto nel foggiano, in cui sono morti 12 braccianti agricoli. Il furgone su cui viaggiavano i braccianti, tutti extracomunitari, si è scontrato frontalmente con un camion lungo la statale 16. Una tragedia che è avvenuta a pochi giorni di distanza da un altro incidente stradale mortale, lungo la provinciale 105 Castelluccio dei Sauri e Ascoli Satriano, in cui hanno perso la vita quattro braccianti agricoli impegnati nella raccolta del pomodoro.

«Serve un maggiore controllo – ha detto ancora Di Maio – ed è per questo che mi attiverò, sin da subito, per avviare tutte le procedure necessarie per un aumento del numero degli ispettori cui spetta il delicato compito di vigilare».

Cgil: una mattanza senza fine
«Quello che sta accadendo non è una fatalità ma il frutto delle condizioni in cui lavorano e si recano nei luoghi di lavoro i tantissimi braccianti, molti stranieri, impegnati nelle campagne di raccolta»,  hanno dichiarato in una nota congiunta Susanna Camusso, segretario generale Cgil e Ivana Galli, Segretaria Generale Flai Cgil.

«Mercoledì saremo a Foggia per una manifestazione unitaria per dire basta e denunciare con forza quanto sta accadendo. È necessario che le istituzioni preposte agiscano, come chiediamo da mesi e da anni, sul tema del trasporto. La verità che sta dietro a queste stragi è che il trasporto è in mano ad un sistema di caporalato che non solo lucra sulla giornata lavorativa e sfrutta le persone, ma facendole viaggiare come merci o carne da macello ne mette a rischio la vita. Questi furgoni fatiscenti e senza autorizzazione alcuna vanno fermati per fornire un trasporto sicuro. Si poteva fare un bando per il trasporto dei lavoratori agricoli ma non è stato fatto perché le aziende non hanno fornito i dati completi per attivare lo stesso».

«Chiediamo – concludono Camusso e Galli – che venga convocato immediatamente il tavolo interministeriale con Prefetto, istituzioni e sindacati. Le stragi di questi giorni mostrano a tutti quale sia la condizione di tanti lavoratori agricoli, una condizione limite che sta collassando non solo sul versante dello sfruttamento ma anche, come era prevedibile, su quello del nodo del trasporto che, con mezzi inadeguati e fatiscenti, sta mettendo a repentaglio centinaia di vite umane».

 

 

 

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