Succhi di frutta, normale bevanda dissetante o “veleno” per il nostro corpo?

Una ricerca americana assegna lo stesso rischio alle bevande zuccherate e ai succhi sugar free. Il sito "Dottoremaeveroche" cerca di fare chiarezza

succhi di frutta

Se ci tenete alla vita (non solo per quanto riguarda la linea) aprite i frigoriferi e buttate tutte le bevande zuccherate e i succhi di frutta. Che le bevande zuccherate non facciano bene alla nostra salute non è certo un segreto, ma i succhi di frutta possono davvero accorciare la durata della nostra vita? A rispondere a questa domanda, cercando di fare un po’ di chiarezza è stato il sito anti fake news “Dottoremaeveroche” della Federazione nazionale degli ordini dei medici (Fnomceo). «Che consumare zucchero non faccia bene alla salute è cosa nota. Che l’abitudine di bere bevande zuccherate non sia consigliabile è altrettanto risaputo. Ma che anche i succhi di frutta al 100 per cento senza zuccheri aggiunti debbano essere compresi nell’elenco delle bevande da evitare è almeno in parte una novità».

Lo studio “incriminante”
A puntare il dito verso le bevande sugar free è stata una ricerca che ha esaminato più di 13 mila persone degli Stati Uniti con un’età superiore ai 45 anni, verificando quale fosse l’impatto sulla loro salute delle bevande zuccherate e dei succhi di frutta senza zucchero. Per i partecipanti allo studio, ogni dose giornaliera di 2 bicchieri di succo di frutta, era associata a un aumento del 24 per cento del rischio di mortalità per tutte le cause. Lo stesso aumento previsto per chi consuma bevande zuccherate.  Questo però sta a significare che se si ha «una probabilità su cento di morire entro il prossimo anno, bevendo due bicchieri di succo di mela al giorno il rischio di morire diventerà dell’1,24 per cento. Quindi, in valori assoluti, la prospettiva può assumere una diversa portata».

L’opinione degli esperti
Come spiegano gli esperti di “Dottoremaeveroche”, i risultati di questo studio, pubblicato su “Jama Network Open”, «non sono una novità assoluta, in quanto confermano qualcosa che già era stato evidenziato da ricerche precedenti. Ma non si può non ricordare che altre ricerche simili avevano invece messo in evidenza un effetto positivo del consumo di succhi di frutta naturali, sia sulla salute del cuore sia sul decadimento cognitivo». Dunque, quale sarebbe la causa dell’aumento del rischio per la salute? «Il consumo di fruttosio è noto per alterare i livelli di lipidi nel sangue, i marcatori di infiammazione e pressione sanguigna», spiegano gli autori della ricerca, «mentre il consumo elevato di glucosio è stato associato con insulino-resistenza e diabete, indipendentemente dallo stato di peso». Oltre una modesta quantità, il fruttosio presente nelle bevande di cui parliamo viene trasformato in glucosio, aumentando la glicemia e la sintesi di grassi che si accumulano nel fegato e che sono dannosi per le arterie.

I succhi di frutta sono da sconsigliare?
«Molte persone considerano il succo di frutta un’alternativa più salutare alle bibite zuccherate, ma in fin dei conti queste bevande possono contenere la stessa quantità di zucchero (e lo stesso numero di calorie) presente in una bibita gassata al sapore di arancio o di limone. Anche se lo zucchero nei succhi di frutta non è aggiunto, una volta metabolizzato la risposta biologica è essenzialmente la stessa. Alla fine, nonostante nei succhi naturali siano presenti vitamine o nutrienti, la composizione dei succhi è prevalentemente di acqua e zucchero», precisano gli esperti.
Inoltre, alcuni limiti della ricerca sono stati riconosciuti dagli stessi autori. In primo luogo, tutti i dati sono stati raccolti attraverso un questionario compilato dagli stessi partecipanti allo studio e non sempre le dichiarazioni rilasciate in questo modo, soprattutto quando riguardano gli stili di vita e l’alimentazione, sono sincere.
«Inoltre – aggiungono Mauro Destino, nutrizionista, e Federico Marolla, pediatra – non siamo stati in grado di controllare il reddito nel campione a causa di una grande quantità di dati mancanti». Si tratta di un punto importante, perché l’influenza del reddito sulla salute è un fattore rilevante.

Quanto succo di frutta è consigliabile bere?
Come ricordano due studiosi della Harvard T. H. Chan School of Public Health di Boston invitati dalla rivista a scrivere un editoriale di commento allo studio, la American Academy of Pediatrics e le Dietary Guidelines for Americans raccomandano per i bambini di età compresa tra 1 e 6 anni di limitare il consumo di succo di frutta a un massimo di un bicchiere di piccole dimensioni al giorno, quantità che può raddoppiare per bambini più grandi, adolescenti e adulti. «Se proprio vogliamo consumarli, dovrebbero essere succhi di frutta al 100 per cento, non altre bevande alla frutta con aggiunta di zucchero. Consigli non molto distanti da quanto suggerisce l’Associazione culturale pediatri, che raccomanda di non inserire nella dieta del neonato i succhi di frutta prima dei 6 mesi (specificando che non offrono alcun beneficio nutritivo neanche dopo quell’età), di non far bere ai bambini succhi di frutta prima di andare a letto per il rischio aumentato di carie dentali, di non superare mai la dose di mezzo bicchiere (sotto i 6 anni) e di un bicchiere al giorno per i bambini più grandicelli», dicono gli esperti italiani.
«La cosa ideale è bere acqua naturale, di rubinetto», anche pensando all’impatto della enorme quantità di bottigliette, bottiglie, brik e altre confezioni che ogni giorno vengono prodotte, trasportate e gettate con costi economici e ambientali molto elevati.

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