Sugar tax, la Lega propone di esentare chi utilizza zucchero italiano

Una proposta per venire incontro alle difficoltà della produzione di zucchero nel nostro Paese

sugar tax

Tassare o non tassare? Questo è il problema. Così, dopo l’emendamento alla legge di bilancio del MoVimento 5 Stelle per una tassa sulle bevande zuccherate, la cosiddetta “Sugar Tax”, ecco arrivare dagli alleati di governo della Lega una, parziale, retromarcia. Infatti, il ministro delle Politiche Agricole, Gian Marco Centinaio, ha spiegato di voler esentare dall’imposta chi utilizza zucchero italiano: «Personalmente farei un ragionamento: se lo zucchero che viene utilizzato è italiano, non la tasserei. Comincerei a fare dei ragionamenti a tutela dei nostri produttori».

L’allarme Coldiretti
Una proposta che, probabilmente, deriva anche dalle proteste dei giorni scorsi come quella della Coldiretti che denunciava come «oltre 4 bibite su 5 vendute in Italia contengono zucchero straniero con la produzione made in Italy che rischia di essere azzerata dalla concorrenza sottocosto di multinazionali francesi e tedesche che hanno colonizzato le industrie del Belpaese». In Italia, spiega l’associazione, la produzione di zucchero è di circa 300mila tonnellate, «ma negli ultimi anni sono stati chiusi ben 16 zuccherifici su 19 azzerando l’84 percento del potenziale industriale nazionale ed entro il 2018 un altro stabilimento dovrebbe cessare l’attività».
Un allarme che si unisce a quello dell’associazione Assobibe che aveva fatto presente come l’introduzione della “Sugar tax” faciliterebbe «una ulteriore contrazione con inevitabili riflessi su occupazione e investimenti».

Un emendamento da 300 milioni
Il MoVimento 5 Stelle, come spiegato dal presidente della commissione Finanze alla Camera, Carla Ruocco, prevedeva di recuperare dalla nuova imposta circa 300 milioni di euro che sarebbero stati impiegati «per abolire l’Irap ai professionisti con un volume d’affari inferiore a 100 mila euro. Inoltre abbiamo deciso di destinare parte dell’extragettito generato dall’imposta per l’Università e la Ricerca».
In un post sul Blog delle stelle, il MoVimento ricorda che in Italia il 42 percento dei bambini e il 38 percento delle bambine ha problemi di obesità. Una situazione dovuta anche al consumo di bevande zuccherate.  «Con la “Sugar tax” arginiamo questo fenomeno pericoloso per la salute dei nostri figli, che produce dei danni fisici e psicologici gravissimi».

Il no allo zucchero non risolve i problemi
Tuttavia, spiega Giuseppe Banderali, consigliere nazionale della Società italiana di pediatria (Sip), è un errore vedere nelle bevande zuccherate l’unico responsabile dell’obesità infantile e proporre come soluzione l’introduzione di una tassa sulle bibite gassate e zuccherate. «L’alimentazione – spiega – deve essere più variata possibile, evitando l’abitudine. Non esiste una bevanda o un alimento che determina, da solo, un problema organico, a meno che non se ne abusi».

Dunque, tassare o non tassare? Al parlamento l’ardua sentenza.

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