Tariffe telefoniche, 1 giovane su 2 cambia compagnia per avere più Giga

I ragazzi si dimostrano tra i clienti più ricettivi alle offerte degli operatori. A dirlo una ricerca svolta da Skuola.net per TIM

bilancio sociale

Il mondo della telefonia mobile sta vivendo una fase di profonda transizione. Gli operatori del settore devono inventarsi sempre qualcosa di nuovo per non perdere (o per riconquistare) utenti. Perché se fino a pochi anni fa un gestore era quasi per sempre, oggi – complice l’ingresso sul mercato di nuovi agguerriti attori – il “tradimento” è dietro l’angolo. Con le compagnie telefoniche che non possono far altro che contendersi i clienti a colpi di offerte su minuti, Gigabyte, servizi aggiuntivi. In questa quotidiana battaglia, però, possono contare su degli alleati sempre pronti a cedere ai loro corteggiamenti: i ragazzi. Secondo una ricerca realizzata per TIM dal portale per studenti Skuola.net – su un campione di 15mila possessori di smartphone, tra gli 11 e i 25 anni – più di 1 giovane su 2 dichiara di aver cambiato operatore negli ultimi 24 mesi: il 33 per cento una sola volta, 12 per cento ben due volte, l’8 per cento addirittura tre.

I Giga non bastano mai
Il traffico dati: eccolo l’elemento che più di ogni cosa li convince a passare a un altro gestore; accade nella metà dei casi (49 per cento). Ancor più determinante del costo della tariffa: solo il 30 per cento degli intervistati sceglie di cambiare per il prezzo inferiore. Forse perché per le nuove generazioni, abituate ad avere il telefono sempre tra le mani e ad essere costantemente connessi, i Giga non bastano mai. Tanto è vero che, posti di fronte al bivio “Meglio chiamate illimitate o dati pressoché infiniti?”, quasi 8 ragazzi su 10 puntano dritti sui secondi. Il risultato è che, attualmente, una fetta consistente di giovani ha a disposizione un’enorme quantità di Gigabyte: quasi 2 su 3 dicono di averne più di dieci (il 15 per cento tra dieci e venti, il 18 per cento tra venti e trenta, il 20 per cento più di trenta, il 10 per cento ha la sensazione che siano illimitati). Nonostante ciò, più di 1 su 10 – il 13 per cento – deve stare attento a gestirli con cura per arrivare al rinnovo dell’offerta ancora con una scorta mentre il 7 per cento non resiste alla tentazione di usarli tutti subito. Ovviamente molto dipende dall’effettiva quantità prevista dal piano tariffario: chi ha a disposizione oltre dieci Giga, nell’80 per cento dei casi riesce a consumarli in maniera regolare; con meno di cinque Giga la quota di chi ce la fa si ferma al 66 per cento.

Senza dati in tanti vanno nel panico
Un rapporto, quello con il traffico Internet, così simbiotico da generare persino comportamenti estremi; quasi patologici. Come il fatto che in tanti affrontano poco serenamente la fine prematura del monte dati: il 46 per cento attende con ansia il rinnovo dell’offerta, l’8 per cento non riesce proprio ad aspettare e acquista immediatamente traffico supplementare. Se questo è il frutto di una gestione poco accorta dei Giga, figurarsi cosa accade se il digital divide non dipende da loro. Quando, ad esempio, lo smartphone naviga a singhiozzo il 62 per cento dei ragazzi dice di sentirsi infastidito ma di mantenere la calma; il 20 per cento, al contrario, ammette di andare su tutte le furie. Quando, invece, il telefono non aggancia proprio la connessione il 45 per cento racconta di essere a disagio mentre il 17 per cento va subito nel panico. Per questo diventa fondamentale avere pure un segnale adeguato che consenta di sfruttare al meglio l’offerta. Perciò, oltre 7 su 10 baratterebbero un po’ di dati con una Rete più veloce e affidabile.

Social e App di streaming le risorse che prosciugano più Gigabyte
Ma come fanno le nuove generazioni a prosciugare tutta quella dote così rapidamente? Semplice: passando gran parte del tempo sulle applicazioni che in genere consumano tanti Gigabyte. Dovendo indicare le risorse più usate sullo smartphone, il 24 per cento mette al primo posto i social network e il 19 per cento le App di streaming musicale; in mezzo (20 per cento) le immancabili chat. E le cose potrebbero andare anche peggio, visto che per timore di finire anticipatamente i dati qualcuno clicca su quelle icone con parsimonia. Ciò vale soprattutto per le App di musica: il 37 per cento le usa pochissimo, il 28 per cento evita proprio. Probabilmente avranno fatto tesoro dell’esperienza di qualche amico: sempre in base alla ricerca, a 1 giovane su 10 lo streaming musicale assorbe regolarmente quasi tutti i Giga.

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