Taser, Antigone: «Attenzione ai rischi mortali»

Sta per cominciare la sperimentazione della nuova pistola elettrica in dotazione alle forze dell’ordine. Tuttavia Patrizio Gonnella, Presidente dell’Associazione Antigone, ricorda i rischi derivanti dall’utilizzo del taser

taser

La sperimentazione del taser partirà ufficialmente mercoledì 5 settembre, come annunciato dal Ministro dell’Interno, Matteo Salvini. Saranno 12 le città italiane interessate dal provvedimento, tra cui Milano, Roma e Catania, che vedranno gli agenti di Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza dotarsi di questo nuovo strumento, dopo un periodo di addestramento cominciato lo scorso 27 agosto. L’iniziativa che ha visto il plauso degli addetti ai lavori, ha ricevuto anche delle critiche.

I numeri negli Usa
In un comunicato diffuso dall’Associazione Antigone, infatti, si ricordano i numeri dei danni dovuti all’utilizzo del taser negli Stati Uniti. Secondo i dati di Amnesty International e dell’agenzia Reuters, a partire dal 2000, anno in cui è stato introdotto negli Usa, sarebbero circa 1000 le morti causate dall’utilizzo della pistola elettrica. Inoltre, numerosi studi medici hanno certificato come i rischi mortali aumentino per persone con disturbi cardiaci o neurologici e la stessa azienda produttrice del taser ha ammesso che il rischio di morte sia presente nello 0,25 per cento dei casi. In Italia, le direttive date agli agenti che prendono parte alla sperimentazione sul campo, prevedono che non si miri mai alla testa o alla parte alta del torace, ma soltanto alla schiena o alle gambe.

L’allarme di Antigone
«Vari organismi internazionali – sottolinea Patrizio Gonnella, presidente dell’Associazione Antigone – hanno espresso pareri fortemente contrari all’uso del taser. Come la pratica di polizia ha dimostrato negli Stati Uniti, il taser non ha ridotto l’utilizzo delle armi da fuoco da parte delle forze dell’ordine ma è divenuto invece uno strumento alternativo principalmente alle manette, in particolare per immobilizzare persone in stato di agitazione e principalmente con disturbi psichiatrici. Va ricordato – prosegue Gonnella – che la legge che introduce il taser è stata approvata nella precedente legislatura e che fin da allora avevamo espresso la nostra contrarietà. Infine – conclude il presidente di Antigone –  Taser è il nome di una multinazionale americana. Immaginiamo che questa operazione avrà costi significativi. Riteniamo che il prezioso lavoro delle forze dell’ordine potrebbe essere meglio supportato in altro modo, ad esempio attraverso un serio supporto alle tecnologie investigative piuttosto che all’acquisto di armi potenzialmente letali».

Annunci

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

5 × quattro =