Taser, cominciata la sperimentazione. La Polizia racconta il primo intervento sul campo

Il dott. Alfredo Luzi del Centro di specializzazione e perfezionamento del tiro di Nettuno, spiega a Momento Italia le procedure di utilizzo della "pistola elettrica"

Dal 5 settembre il taser è in dotazione, in via sperimentale, agli agenti di Polizia, Arma dei carabinieri e Guardia di Finanza di 12 città italiane. «Ognuna delle province individuate – spiega il dott. Alfredo Luzi, direttore del Centro di specializzazione e perfezionamento del tiro di Nettuno – ha accolto con entusiasmo la sperimentazione».

Dott. Luzi, come sta procedendo la sperimentazione sul campo del taser?
«Il personale abilitato all’uso del taser è stato dotato di un supporto informatico da utilizzare a scopo informativo verso i restanti equipaggi, per far conoscere le potenzialità del dispositivo e le caratteristiche principali come gli effetti sulle persone e le circostanze di utilizzo: infatti, la pattuglia dotata di taser (una per ogni turno di servizio) fornirà un adeguato supporto operativo per tutti gli equipaggi, trasfondendo quel maggiore senso di sicurezza e tranquillità necessario per operare sul territorio».

Quanti sono gli agenti che hanno in dotazione la “pistola elettrica”?
«Attualmente sono stati formati, in qualità di utilizzatori, 10 operatori per Questura di riferimento, per un totale di 70 operatori istruiti all’uso del dispositivo inabilitante».

Quanti interventi sono stati effettuati finora?
«Ad oggi sono stati effettuati 4 interventi, durante i quali il taser è stato “solo” attivato, senza necessità di procedere all’avvertimento visivo, ultima procedura che precede il tiro. I primi equipaggi muniti di taser che hanno operato appartengono alla Questura di Milano: un soggetto visibilmente alterato e violento è stato individuato dalla volante munita di taser che ha cercato immediatamente di convincerlo verbalmente a desistere dall’atteggiamento aggressivo. In tutta risposta, l’uomo ha impugnato una catena ed ha iniziato ad inveire all’indirizzo degli operatori: il poliziotto ha allora estratto dalla fondina il taser ed ha iniziato le procedure specifiche con degli avvertimenti verbali. All’atto di mostrare il taser, il soggetto ha deposto la catena ed ha assunto un atteggiamento collaborativo, lasciandosi bloccare in tutta sicurezza. Inoltre, uno degli interventi della pattuglia taser, a Catania, avvenuto con modalità simili, ha condotto all’arresto del soggetto aggressivo».

Il dott. Alfredo Luzi, Direttore del Centro di specializzazione e perfezionamento del tiro di Nettuno

Durante il periodo di addestramento quali sono state le principali direttive date agli agenti?
«La formazione è stata strutturata in maniera da addestrare il personale operante al rigoroso rispetto delle procedure finalizzate ad ottenere il controllo del soggetto aggressivo e pericoloso senza dover necessariamente procedere al tiro. L’utilizzo dell’arma deve, infatti, considerare il contesto dell’intervento ed i rischi associati alla caduta della persona dopo che la stessa sia stata attinta. Prima di usare il Taser, andranno considerate le eventuali e manifeste condizioni di vulnerabilità del soggetto da attingere, come, ad esempio, un evidente stato di gravidanza o una chiara disabilità. L’impiego del taser da parte dell’operatore di Polizia può essere preceduto, salva la presenza di particolari circostanze che, nell’immediatezza del fatto non lo consentano, da un avvertimento oralee successivamente da uno visivo. Quest’ultimo si realizza mediante una pressione prolungata, superiore a 0,5 secondi, del pulsante Arc che attiverà, tra i poli delle cartucce, un arco elettrico rotazionale, il cosiddetto WarningArc, visibile e, soprattutto, udibile dal soggetto ingaggiato. L’arco elettrico di avvertimento si disattiverà al rilascio dell’interruttore Arc. Qualora il soggetto non desista e si renda ancora più pericoloso, premendo il grilletto vengono lanciati i dardi della prima cartuccia i quali si ancoreranno al soggetto; a questo punto si attiveranno in automatico gli impulsi elettrici che produrranno una contrazione muscolare involontaria della durata standard di cinque secondi.
Durante il periodo di formazione, ogni operatore è stato addestrato ad avere il totale controllo emozionale in funzione delle potenzialità del dispositivo, proprio per contenere la minaccia in maniera proporzionale alla pericolosità».

Cosa ci può dire sulle critiche mosse verso il taser per i potenziali rischi alla salute?
«In merito a quest’argomento segnalo che il ministero della Salute e l’Istituto Superiore di Sanità hanno partecipato alle attività propedeutiche all’avvio della sperimentazione».

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