Taser, partita la sperimentazione continuano le critiche

Amnesty International Italia esprime i suoi dubbi sulla sperimentazione del taser come arma alternativa in dotazione alle forze dell’ordine, inviando una lettera al capo della Polizia Franco Gabrielli.

L’inizio della sperimentazione sul campo del taser, la pistola elettrica che dal 5 settembre è in dotazione agli agenti di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza, ha portato con sé numerose polemiche. Così, all’allarme lanciato dai vertici dell’Associazione Antigone, sui rischi per la salute e la sicurezza di chi dovesse venir colpito da una scarica di questa nuova arma, si aggiunge quello di Amnesty International Italia. L’associazione ha scelto di esprimere il suo parere con una lettera del direttore, Gianni Rufini, rivolta al capo della Polizia, Franco Gabrielli. Pur riconoscendo l’utilità del taser, più sicuro rispetto ad altre armi per bloccare individui pericolosi e aggressivi, è stato ricordato come spesso negli altri paesi dove è già in atto la sperimentazione, la pistola elettrica viene utilizzata contro persone vulnerabili o che non rappresentano una vera minaccia.

I dubbi sulla sicurezza del taser
Come già fatto dall’Associazione Antigone, sono stati ricordati i tanti studi medici che ritengono il taser in grado di generare conseguenze mortali su particolari soggetti, portando come esempio le migliaia di morti causate dall’arma elettrica negli Stati Uniti e in Canada. Inoltre, Rufini ricorda come in Olanda, nel corso della sperimentazione avvenuta nel 2017, le persone siano state colpite dal taser anche in casi in cui non risultavano pericolose o erano già ammanettate.
Per tutte queste motivazioni, dunque, il direttore di Amnesty Italia ha chiesto se prima di mettere a disposizione delle forze di polizia il taser, sia stato effettuato uno studio sui rischi per la salute e garantita una formazione specifica e approfondita per gli operatori che ne verranno dotati, in linea con gli standard internazionali e in particolare con i Principi guida delle Nazioni Unite sull’uso delle armi da fuoco da parte degli agenti di polizia.
Una maggiore trasparenza sulle modalità di utilizzo, su limiti e precauzioni e sulla formazione ricevuta dagli agenti di polizia garantirebbe, secondo Rufini, un maggior livello di fiducia nell’utilizzo di tali strumenti anche da parte dei cittadini stessi.

La replica ad Amnesty
La risposta ai dubbi di Amnesty arriva da Enzo Marco Letizia, segretario nazionale dell’Associazione Funzionari di Polizia (Anfp): «Il taser è considerato nelle linee guida un’arma a tutti gli effetti ed il suo utilizzo è quindi previsto solo in casi di assoluta necessità». Inoltre ricorda come nel nostro Paese siano in aumento i casi di aggressioni alle forze dell’ordine con armi improprie che in alcuni casi hanno portato gli agenti all’utilizzo delle armi da fuoco: «Il taser non rappresenta certamente uno strumento da utilizzare a fronte di ogni resistenza, ma un’alternativa all’arma da fuoco. Il che vuol dire più sicurezza per tutti, anche perché sono evidenti i rischi di un colpo di pistola in contesti affollati». E sulla richiesta di Amnesty di allargare le categorie vulnerabili ricorda «che la vulnerabilità del soggetto deve poter essere immediatamente e chiaramente percepibile dall’operatore di polizia. Siamo convinti che questa nuova dotazione dovrebbe essere accolta con favore da tutti, perché la sua vera filosofia è quella di salvaguardare ancora di più la vita di tutti e non il contrario».

Taser in dotazione agli agenti sui treni
Chi si augura che la sperimentazione del taser abbia un esito positivo è anche Stefano Paoloni, segretario generale del Sindacato autonomo di Polizia (Sap), che spera in futuro di vedere la pistola elettrica in dotazione anche agli agenti in servizio sui treni, come annunciato dal ministro dell’Interno, Matteo Salvini. Questo a causa delle tante aggressioni avvenute sui convogli. Attualmente gli agenti hanno a disposizione soltanto lo spray al peperoncino come arma alternativa, ma secondo Paoloni «lo spray in dotazione non è idoneo ad essere utilizzato nei luoghi chiusi, come abitazioni o appunto treni. Dotare la polizia ferroviaria di uno strumento come il taser rappresenta una vera e propria svolta che farà sentire più sicuri i viaggiatori e anche i poliziotti durante l’intervento».

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