Tasse e contributi “si mangiano” il 50 per cento degli stipendi degli italiani

Uecoop, in relazione all'ultimo rapporto Istat sulle prospettive dell'economia italiana, suggerisce il taglio del cuneo fiscale per il rilancio dell'occupazione

tasse e contributi

Il rilancio dell’economia e del lavoro passa attraverso il taglio del cuneo fiscale a fronte di imposte e contributi che pesano per circa il 50 per cento sulle retribuzioni. E’ quanto afferma Uecoop, l’Unione europea delle cooperative, in relazione all’ultimo rapporto Istat sulle “Prospettive per l’economia italiana nel 2019” che prevede un aumento del tasso di disoccupazione al 10,8 per cento e un’occupazione ferma sui livelli dell’anno scorso.

Reddito e costo del lavoro
Il taglio del cuneo fiscale – afferma Uecoop – genera un doppio effetto positivo e progressivo sia sul fronte del reddito dei lavoratori sia su quello del costo per le imprese liberando risorse per l’economia, dai consumi agli investimenti, comprese le nuove assunzioni. Mentre nella situazione attuale per garantire al dipendente uno stipendio netto di mille euro un’impresa – evidenzia Uecoop – deve preventivare un importo totale di circa duemila euro con il 26,9 per cento rappresentato dai contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, il 25 per cento dalla imposta sui redditi (Irpef e addizionali), il 9,19 per cento dai contributi previdenziali a carico del dipendente e con il 32,3 per cento di imposizioni fiscali indirette e differite. Considerati gli attuali vincoli di bilancio dello Stato è per adesso impossibile arrivare a un taglio del cuneo fiscale per tutti– conclude Uecoop – ma si può partire con i giovani favorendo in maniera virtuosa l’occupazione e il ricambio generazionale.

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