Tav, Mulè: «Cade l’ultimo simulacro M5S. Dovrebbero dimettersi in massa»

Tuttavia, secondo il deputato e portavoce dei gruppi di Forza Italia in parlamento, l'esecutivo andrà ancora avanti o, in caso di rottura con la Lega, ci sarà un'alleanza 5 Stelle-Pd

mulè

Dopo il sì alla Tav annunciato dal premier, Giuseppe Conte, cade un altro grande baluardo del MoVimento 5 Stelle, ossia lo stop alla realizzazione della tratta Torino Lione. Per questo, spiega il deputato e portavoce dei gruppi di Camera e Senato di Forza Italia, Giorgio Mulè, i grillini dovrebbero dimettersi in massa: «Col sì alla Tav – spiega in un’intervista a Radio Cusano Campus – cade l’ultimo simulacro del M5s. Dovrebbero dimettersi in massa. È come se tu non riconoscessi più la santissima trinità da cristiano, la santissima trinità del M5s era Tav, Tap e Ilva, quindi adesso dovrebbero andare via e chiedere scusa. Sono i peggiori pagnottisti anche rispetto a quelli della prima Repubblica. Oggi si vota la fiducia e ogni deputato passerà sotto il banco e dirà sì o no, io sarò lassù e ogni volta che un deputato del M5S passerà e dirà sì, io dirò “tav”: sì tav, si tav».

Futuro dell’esecutivo giallo-verde
Mulè aggiunge anche come, secondo lui questo governo continuerà perché i 5 Stelle non hanno nessuna intenzione di andarsene e, anche se finisse l’alleanza con la Lega, cercherebbero di portare avanti la legislatura accordandosi con il Pd: «Salvini è convinto che su temi fondanti come l’autonomia alla fine avrà lo stesso risultato che ha avuto su Ilva e Tav. I 5 Stelle non se ne vanno, hanno il bostik attaccato alla poltrona. Se cadesse il governo cercherebbero sponda nel Pd per una nuova maggioranza».

Esaurita l’esperienza di governo dei 5 Stelle
Poi, Mulè torna ad affrontare la questione Tav lanciando un nuovo attacco verso i pentastellati: «Sono i peggiori pagnottisti anche rispetto a quelli della prima Repubblica, hanno speso 300mila euro per fare un’analisi costi benefici fatta da professori che hanno un pregiudizio sulla Tav, oggi che il loro premier li sconfessa, perché oggi Toninelli non si alza e toglie il disturbo? Si poteva fare un anno fa, si poteva evitare questo caravan serraglio, si poteva evitare che quella banda di matti andasse coi petardi a protestare nel silenzio vergognoso del M5S. Il voto della Camera sulla Tav non sposta di un millimetro il fatto che i 5 Stelle hanno esaurito la loro esperienza di governo», conclude.

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