Tav, poca fiducia nell’analisi-costi benefici

Lega e M5S continuano a dividersi sull'utilità dell'opera, mentre un sondaggio dell'Istituto Swg rivela come gli italiani non credano ai risultati dello studio

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Non ci sarà nessuna mini-Tav. almeno è questo quello che si evince da una nota di Palazzo Chigi dove, riguardo alla richiesta di un supplemento dell’analisi costi-benefici, si fa presente che «Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte non ha aperto a nessuna ipotesi di mini-Tav né ha mai richiesto un ulteriore contributo all’analisi costi-benefici dell’opera, contributo che è stato invece sollecitato dal Mit».
Nei giorni scorsi, il premier aveva dichiarato di aver iniziato a studiare i dossier sull’opera e che, presto, si sarebbe giunti a una decisione condivisa dal governo, come ribadito nella nota di Palazzo Chigi: «Verrà presa, nella massima trasparenza, la migliore decisione possibile nell’interesse esclusivo del Paese e dei cittadini all’esito dello studio attento del dossier e del confronto politico che ne conseguirà».

La nuova analisi
Il ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli, a margine della visita a un cantiere sulla superstrada Milano-Lecco, ha specificato che «l’unica analisi costi-benefici esistente e gli unici dati scientifici provati, dicono che i costi ammontano da un deficit di 7 miliardi fino a un massimo di 8», ricordando, come esponente del MoVimento 5 Stelle, la sua contrarietà all’opera. Questo, mentre il vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ribadiva la  sua «piena fiducia in Conte sulla Tav. Sono certo che troveremo una soluzione insieme. È un’opera importante, per noi va fatta come chiedono cittadini e imprese».
Intanto, a fare chiarezza sulla nuova analisi è stato, in un’intervista al quotidiano La Stampa, il responsabile della prima analisi costi-benefici, il professore Marco Ponti: «Non è stato fatto alcun supplemento dell’analisi costi e benefici. Il ministero- spiega Ponti – ci ha chiesto di analizzare solo le ricadute della parte italiana utilizzando il lavoro già fatto nel precedente studio. Dal mio punto di vista ci sono ancora i numeri per poter affermare che realizzare la Torino-Lione vorrebbe dire buttare via dei soldi pubblici. Poi entrano in gioco altri fattori: penali, costi di completamento e altri aspetti. Come ho sempre detto, alla fine la scelta è politica».

Il parere degli italiani
Tuttavia, l’analisi costi-benefici richiesta dal governo, i cui risultati hanno, sostanzialmente, bocciato l’opera, non riscontra la fiducia degli italiani. Molti, infatti, come evidenzia un sondaggio realizzato dall’Istituto Swg non si fiderebbero dei risultati forniti dall’equipe del professor Ponti. Ben il 60 per cento degli intervistati si è detto poco o per nulla fiducioso, contro il 26 per cento che, invece, è d’accordo con  i numeri dello studio.

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(Fonte: https://www.swg.it/politicapp)