Tav, Renzi a Di Maio: «Per Gigino le poltrone valgono più delle idee»

L'ex segretario dem: «La parola dimissioni lui la usa per gli altri, mai per sè. Io sono felice che la Torino-Lione, ripensata dal nostro lavoro, si faccia»

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«La Lega era No Tav, Renzi era No Tav». Dichiarazione di Luigi Di Maio, ospite stamattina di SkyTg24. Il vicepremier e capo politico del M5S ha messo il focus sul dossier velocità Torino-Lione tirando in ballo l’ex segretario del Pd, Matteo Renzi. L’ex premier ha risposto dicendo di aver «sempre sostenuto la Tav».

Critiche
Renzi, poi, non ha risparmiato critiche per l’attuale governo, in particolare per il M5S: «La differenza tra chi fa politica e chi starnazza è che noi abbiamo cambiato il progetto, rendendolo migliore. Di Maio ha cambiato posizione, rendendosi ridicolo. Non è la prima volta: Tav, Tap, Ilva, Olimpiadi, Euro, Deficit, Vaccini, Benetton, Mattarella. Quante volte Di Maio ha smentito le idee della campagna elettorale? Ormai non si contano più. Quando uno viene smentito dal proprio premier dovrebbe dimettersi. Ma per Gigino le poltrone valgono più delle idee. E la parola dimissioni lui la usa per gli altri, mai per sè. Io sono felice che la Tav, ripensata dal nostro lavoro, si faccia. Di Maio che dice? Con che faccia resta al governo mentre danno il via libera all’opera?».

Questione Tav
«Il noto statista Luigi Di Maio mi attacca anche stamattina. È davvero strano che i grillini si affannino a dire: “Renzi è finito” e poi però tutti i giorni si (pre)occupino di me. Stavolta l’argomento è la Tav. Di Maio dice: Renzi era un No Tav. Io dico: sarà il caldo, poverino. Però proviamo a spiegare le cose per benino, con ordine, al buon Di Maio: magari stavolta capisce, chissà. Ho sempre sostenuto la Tav, da Torino a Palermo, passando persino per il ponte sullo stretto. Ho sempre difeso le forze dell’ordine dai violenti del No Tav, a cominciare da chi veniva condannato per aver invaso il cantiere o preso a sassate I poliziotti. Ho criticato, in alcuni casi, i percorsi. Questo è accaduto per il sotto attraversamento fiorentino (2009) e per il primo percorso della Torino Lione che a mio giudizio era talmente dispendioso da risultare più inutile che dannoso (2013). Basta leggere i documenti di allora per capire di cosa stiamo parlando. Quando sono diventato Premier, ho lavorato con i tecnici del Mit e con i francesi e abbiamo cambiato il progetto, risparmiando circa tre miliardi di euro e con un minore impatto. E abbiamo dato il via libera all’opera. Altro che No Tav, dunque. Adesso lo spiegone è chiaro, Gigino, o ti serve un disegnino?». 

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