“Terapia Car-T allinea Italia all’Europa”  

“Siamo molto contenti per l’approvazione di una terapia che attendevamo da tempo, perché si tratta di una cura salvavita in pazienti con linfoma diffuso a grandi cellule B e leucemia linfoblastica acuta a cellule B, che hanno una malattia refrattaria o ricaduta e che quindi non hanno altre opzioni terapeutiche”. Così Paolo Corradini, presidente della Società italiana di ematologia (Sie) e direttore della Divisione di Ematologia della Fondazione Irccs Istituto Nazionale dei Tumori di Milano commenta, a nome di tutti gli ematologi italiani, il via libera, da parte dell’Agenzia Italiana del Farmaco, alla rimborsabilità della prima terapia a base di cellule CAR-T (Chimeric Antigen Receptor T-cell) disponibile in Italia. “Si tratta di un grande passo del Paese – afferma – che si mette in linea con tutte le altre nazioni europee che lo hanno approvato”. 

“In questi ultimi 12 mesi, dopo l’approvazione dell’Ema – prosegue Corradini – si è creata una grandissima aspettativa nei pazienti e nelle loro famiglie nei confronti di questo trattamento, per cui siamo davvero lieti che Aifa abbia concluso l’iter, arrivando all’approvazione di una delle due molecole commerciali. Auspichiamo che si arrivi presto anche all’approvazione della seconda molecola perché contiene nelle indicazioni terapeutiche anche un’altra tipologia di linfoma, il linfoma primitivo del mediastino a grandi cellule B, che non è coperta da questa indicazione”.  

Gli ematologi, per bocca di Corradini si dicono dunque “riconoscenti” per lo “sforzo fatto dal ministero della Salute per mettere a disposizione dei cittadini italiani un trattamento così importante, costoso e complesso da gestire”.  

La “Sie – aggiunge il presidente Corradini – è impegnata da mesi nell’approfondimento dei temi legati alla terapia con le Car-T, tanto che nel mese di giugno ha promosso il primo workshop nazionale su questo argomento, radunando esperti italiani e stranieri. Sie – assicura – continuerà la sua attività di preparazione e crescita culturale, affinché i centri ematologici nazionali siano pronti per poter erogare questo trattamento in sicurezza ai pazienti che ne avranno bisogno”. 

“Come società scientifica abbiamo lavorato con Aifa su questo tema e ne siamo molto soddisfatti. Voglio sottolineare – afferma Corradini – che la selezione appropriata dei pazienti per questo tipo di terapia sarà un punto di grande importanza per tre motivi: perché aumenta la percentuale di risposta della malattia a questo trattamento; perché ne riduce le tossicità gravi; e perché garantisce un uso appropriato delle risorse di un farmaco costoso. Pertanto – conclude – i cittadini devono sapere che la risposta a queste terapie si ottiene solo in una percentuale di pazienti e può anche non avvenire. È una terapia importante che risolve in alcuni casi una situazione di malattia incurabile ma – avverte – purtroppo non in tutti. La ricerca in questo campo continua con grande rapidità e noi speriamo che in un futuro non lontano anche chi oggi non risponde a queste terapie possa venir curato”. 

(Fonte: Adnkronos Salute)

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