Tessere di cittadinanza, è caos. Di Maio cambia versione: «Le farà Poste»

Il caso è montato a livelli esponenziali: i dem attaccano e minacciano denuncia, la Lega si sfila dalla bagarre, mentre il M5S fa un mezzo dietrofront

Tessere di cittadinanza: adesso è caos. Il PD, infatti, ha minacciato di denunciare Luigi Di Maio e Laura Castelli. E il vicepremier ha cambiato versione in corsa: «Da due settimane ho dato ordine al mio staff di lavorare con Poste per tutto, inclusa la stampa delle tessere, non c’è nessun giallo». Basterà per calmare le acque?

Il fatto
Tutto è inziato quando Luigi Di Maio ha detto: «Abbiamo già dato mandato di stampare le prime 5-6 milioni di tessere per il reddito di cittadinanza, che saranno esattamente delle carte di credito come le altre». La polemica si è subito innescata per quel «già dato mandato», ma è esplosa dopo l’intervento di Laura Castelli a “Otto e mezzo”, programma condotto da Lilli Gruber su La7. «E’ vero che si stanno stampando le tessere per la platea. La platea dovrebbe essere di 5 milioni e mezzo di persone. Quando pubblicheremo il progetto completo e avrete il testo si vedrà chi e tutti i dettagli. Se so chi le sta stampando? Sì, io e Luigi Di Maio abbiamo lavorato insieme a come si costruisce il reddito di cittadinanza», ha detto la sottosegretaria al Mef confermando che le tessere per il sussidio sono in fase di pubblicazione senza però entrare nei dettagli di chi le sta stampando. Una mezza gaffe considerando che la Castelli ha risposto con un incerto «forse», quando le è stato chiesto se le tessere le stavano stampando al Poligrafico dello Stato. A quel punto il caso delle tessere “fantasma” per accedere al reddito di cittadinanza è montato a livelli esponenziali.

L’offensiva del PD e il dietrofront 
Sebbene la manovra, per altro non ancora approvata, preveda lo stanziamento finanziario, manca all’appello la norma attuativa dell’intervento-bandiera del M5S. Un passaggio cruciale, che ha spinto il PD a lanciare la sua offensiva: «Sono state stampate le tessere per il reddito di cittadinanza? A questo punto pretendiamo una risposta pubblica dal presidente del Consiglio. Siamo di fronte ad un danno erariale o all’ennesima bufala? Siamo pronti a denunciare Di Maio e Laura Castelli. Ieri la sottosegretaria Castelli ha ripetuto ciò che aveva detto il ministro Di Maio. Il reddito di cittadinanza non è una legge. Chi ha dato ordine di stampa? È stata fatta una gara pubblica o un affidamento alla Sogei? Prima di andare a denunciare Di Maio e la Castelli, attendiamo la risposta di Conte», dicono in una nota le senatrici dem Caterina Bini e Simona Malpezzi. Insomma, ballano più quesiti. Dal caos si è sfilato Claudio Durigon (Lega), sottosegretario del ministero del Lavoro: «Chi stampa le tessere? Non lo so, non io». Dopo l’attacco del PD, il vicepremier ha cambiato versione dicendo che sulle tessere di cittadinanza ci stanno lavorando le Poste, parlando di un piano ma evitando di toccare il merito della questione.

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