Tolti soldi in busta paga per ‘eventuali danni’, la denuncia a Milano  

Chi rompe paga, ma talvolta il conto arriva anche senza cocci. È il caso di un 49enne che in busta paga si è trovato 70 euro in meno, trattenuti per eventuali danni. Soldi sottratti ogni mese “quale forma di responsabilizzazione dei propri dipendenti” e mai restituiti, come racconta nel ricorso presentato al Tribunale del lavoro di Milano. Assunto nel dicembre 2016 da una cooperativa di Segrate è stato destinato al magazzino di una società di trasporti dell’hinterland che aveva appaltato alla stessa cooperativa i servizi di spostamento delle merci e gestione del magazzino.  

Quando nell’agosto 2017 il dipendente – che non ha mai avuto neppure una contestazione disciplinare – si è licenziato, ha chiesto alla cooperativa e alla spa di vedersi riconosciuto un inquadramento superiore, le ore di straordinario e quanto non restituito a titolo di ‘trattenute fondo garanzia’, il tutto per un importo di 6.716,24 euro lordi. Dietro quella trattenuta – presente da gennaio ad aprile 2017 in busta paga – si nasconde “l’obiettivo di responsabilizzare i propri dipendenti, come anticipazione per eventuali errori commessi da quest’ultimi nello svolgimento del rapporto lavorativo, e con la promessa della restituzione al termine del rapporto di lavoro”, si legge nel ricorso firmato dagli avvocati Maria Fotia e Claudio Frugoni dello studio legale FmLaw. 

Una sorta di appropriazione indebita che, al di là della somma, “nasconde una visione paternalistica che considera il lavoratore incapace e negligente a prescindere – sottolinea all’Adnkronos il difensore Frugoni – colpevole a tal punto da ‘costringere’ il datore di lavoro a tutelarsi togliendogli preventivamente parte del salario”. Quanto questa trattenuta “sia illecita è palese: la cooperativa ha gli strumenti legali per esigere i danni nel caso di errore, invece di trattenere a tutti i dipendenti i soldi”. Di fronte alla richiesta di riottenere i soldi, “il mio cliente – conclude l’avvocato – non ha mai ottenuto risposta”. Ora sarà un giudice a stabilire chi ha ragione. 

(Fonte: Adnkronos)