Toninelli tiene duro  

Si rincorrono per tutta la giornata, fuori e dentro il governo, le voci di un possibile passo indietro di Danilo Toninelli alla guida del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Voci che girano anche in ambienti 5 Stelle, dove la permanenza del responsabile del Mit continua ad essere considerata fortemente in bilico.  

Fatto sta, che a stretto giro dalle parole del premier Giuseppe Conte sul Tav, quel che trapela è che Toninelli sarebbe deciso a tenere duro: pur confermando la netta contrarietà all’opera, ha apprezzato l’attestato di stima da parte di Conte. Così come viene sottolineato dalle stesse fonti che i 3 miliardi aggiuntivi che si otterrebbero dalla Ue, grazie al lavoro portato avanti dal Mit, cambierebbero il segno dell’analisi costi benefici sull’alta velocità, liberando risorse fresche per altre opere “realmente utili”.  

Chi conosce bene Toninelli fa notare che un’altra partita decisiva per il responsabile del Mit è quella di Aspi, ovvero lo stop ai Benetton dopo il crollo del ponte Morandi di Genova. Oggi Conte sembrerebbe aver blindato il ministro grillino, anche se tra i 5 Stelle c’è chi assicura che, proprio su Autostrade, sarebbe stato attuato su Toninelli una sorta di ‘commissariamento’, spostando la regia della possibile revoca delle concessioni ad Aspi su Palazzo Chigi, dove si sono tenute riunioni che hanno visto, oltre allo stesso Conte, presente anche Stefano Buffagni, sottosegretario agli Affari Regionali ma uomo di fiducia di Di Maio.  

I grillini al governo sarebbero dunque intenzionati a cambiare la casella del Mit quanto prima, e con un loro uomo. Fonti di governo assicurano all’Adnkronos che dalla Lega, infatti, non sarebbe arrivata alcuna richiesta sul Mit. Né al momento su altri ministeri. “Il rimpasto tutti lo vogliono ma nessuno lo chiede – confida un esponente di governo di prima linea – Salvini l’altro giorno ha attaccato Trenta e Toninelli e subito è stato tacciato di ritorno alla Prima Repubblica, di corsa alle poltrone. Risultato? Bocce ferme”. Ad aprile scorso, prima delle elezioni europee, nel Movimento si sarebbe già accarezzata con forza l’idea di chiedere al responsabile del Mit un passo indietro, sostituendo in corsa Toninelli con Stefano Patuanelli. Ma è difficile che l’attuale capogruppo al Senato vada ad occupare la poltrona del Mit: a quanto apprende l’Adnkronos, salvo ripensamenti, Patuanelli non sarebbe disponibile a sedere ai vertici del Mit. Così, nelle ultime ore, in ambienti grillini è tornato a circolare con forza il nome di Mauro Coltorti, senatore M5S e ministro ‘ombra’ proprio alle Infrastrutture e ai Trasporti nella squadra di governo tutta grillina presentata da Luigi Di Maio prima delle elezioni politiche.  

(Fonte: Adnkronos)

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