Tour sharing, anche la cultura può essere condivisa, di qualità e low cost

Visite guidate quasi personalizzate in luoghi alternativi e a basso costo: eccola la ricetta con cui si sta facendo conoscere "Guido", la piattaforma dedicata al turismo esperienziale che punta a far incontrare persone accomunate dalla voglia di scoprire l'Italia da una prospettiva differente

tour sharing

Non solo appartamenti, veicoli, vestiti, postazioni di lavoro. Grazie al web, oggi, le persone possono condividere anche beni immateriali, il cui prezzo non è quantificabile ma che, proprio per questo, hanno un valore immenso. Come la cultura. Potere della sharing economy, l’economia collaborativa. Nell’anno del turismo lento (dopo cammini, borghi e cibo, il ministero dei Beni Culturali ha dedicato il 2019 a questo tipo di attività) una nuova piattaforma online punta a farsi conoscere. Si chiama “Guido” e il suo obiettivo è quello di diffondere su scala nazionale (e non solo) un mondo finora confinato alla dimensione locale: il cosiddetto tour sharing, la condivisione di visite guidate. 

Prospettiva diversa 
Un po’ Uber, un po’ Tripadvisor, “Guido” permette di far incontrare persone che vogliono seguire gli stessi itinerari, saperne di più sulla storia di un luogo, avere la sensazione di far parte di una grande comunità. Basta registrarsi al sito, selezionare uno dei tour disponibili – – organizzati da guide specializzate – e decidere se creare un nuovo gruppo o aggregarsi ad uno già parzialmente formato. A questo punto non resterà che attendere. Perché per far partire i tour servono almeno cinque partecipanti. Mentre al raggiungimento delle venti persone si chiude la lista. Per ‘spingere’ l’attività, gli utenti potranno condividerla sui social network, sperando che qualcun altro abbia voglia di scoprire quel posto. Messa così non sembra niente di sconvolgente. Il mondo è pieno di tour organizzati. Ma, troppo spesso, questi sono pensati per gruppi chiusi; seguendo copioni triti e ritriti. Sempre più persone, però, vanno alla ricerca di qualcosa di diverso. Guardare le cose da un’altra prospettiva. Imparare ciò che difficilmente una gita di massa ti trasmetterà. E allora la visita se la progettano da soli: comprano una guida e si costruiscono un itinerario personalizzato. Quasi mai si rivolgono a una guida professionista; se non altro per una questione di costi. Ed è proprio qui che interviene “Guido”. 

La grafica del sito www.iloveguido.it/guido/

Community e costi bassi
Sul sito si possono trovare percorsi “classici” ma soprattutto tour esperienziali, alternativi. Gite che, in condizioni normali, costerebbero troppo ma che grazie al tour sharing diventano accessibili a tutti. Visto che il prezzo varia a seconda del numero dei partecipanti: ad ogni nuovo iscritto la quota scende e l’utente potrà verificare in tempo reale sia da quante persone è formato in quel momento il gruppo sia a quanto è arrivato il prezzo del biglietto. Ovviamente, più si è meno sarà la spesa finale, che toccherà il suo minimo al raggiungimento dei venti iscritti. Ma l’idea di community porta dei vantaggi anche sul piano dei contenuti, della qualità del tour. Come sulle più famose piattaforme di recensioni, le guide saranno valutate dagli utenti che le hanno già testate. Rilasciando commenti e le temute stelline. Evitando così di “comprare” a scatola chiusa. Per questo lo staff di “Guido” è alla continua ricerca di “Ciceroni” con un buon curriculum, che sappiano aggiornarsi per intercettare al meglio i gusti dei turisti.

Rete geografica in espansione 

Partito solamente da tre città, comunque importanti – Milano, Firenze e, per dare sin da subito un tocco d’internazionalità e di ambizione al progetto, Parigi – in poco tempo ‘Guido’ ha saputo farsi strada un po’ dappertutto. Già oggi si possono prenotare attività praticamente in tutta Italia; dai grandi centri urbani ai piccoli paesi di provincia. E non finisce qui: «Vogliamo estendere quanto più possibile la nostra rete geografica – hanno spiegato i fondatori del portale – e ci piacerebbe allargarci anche in altre città europee». Perché, come sostengono i giovani creatori di “Guido” (Ilario De Biase, Mirko Melis, Ombretta Pavarino e Ludovic Etienne), «il nostro fine ultimo è dare la possibilità a chiunque di poter godere delle bellezze che l’Italia e, più in generale, l’Europa ci offrono». Innescando un circolo virtuoso che scopra, valorizzi, sostenga e protegga il patrimonio artistico e culturale.    

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