Al Nord l’alta velocità, al Sud meno treni di dieci anni fa: Italia divisa

Sempre più divisa l’Italia, tra Nord e Sud specialmente sul fronte trasporti. La versione online del Corriere della Sera, dimostra, plasticamente, le enormi differenze nella circolazione ferroviaria tra le due zone del Paese, con l’Italia tagliata in due “dall’alta velocità”.

Secondo il Corriere dove ci sono “i Frecciarossa e i convogli di Italo l’Italia sperimenta un tasso di crescita, di urbanizzazione, di innovazione tecnologica che altrove si perde”. Diversamente la situazione nel Sud del Paese è drammatica. “I treni sono vecchi (età media 19,3 anni rispetto ai 12,5 anni al Nord) e pochi (sono stati addirittura ridotti gli intercity e i regionali in circolazione negli ultimi dieci anni) e viaggiano su linee in larga parte a binario unico e non elettrificate. Tra Cosenza e Crotone, scrive il Corriere, non esiste collegamento diretto e servono almeno un cambio e quasi 3 ore di tragitto per percorrere 115 km. Tra Ragusa e Palermo (solo 3 collegamenti giornalieri con cambio) per arrivare a destinazione in 4 ore e mezza (erano 4 tre anni fa). Tra Siracusa e Trapani (266 chilometri) la scelta più rapida richiede 11 ore e 21 minuti, con tre cambi. In Basilicata tra Potenza e Matera con Trenitalia non è più previsto alcun collegamento e con le Ferrovie Appulo Lucane servono 2 cambi e 3 ore e 20 minuti. Anche molti degli intercity notte che collegavano tutta l’Italia sono stati tagliati o ridotti. I finanziamenti statali per il servizio ferroviario regionale, scrive il Corriere della Sera, hanno visto una diminuzione tra il 2009 ed il 2019 del 21,5%, mentre i passeggeri crescevano di oltre l’8%. La dotazione del Fondo Nazionale trasporto pubblico locale è pari a 4.876.554 euro per il 2019 ed a 4.875.554 euro per il 2020, risorse ritenute inadeguate per potenziare il trasporto ferroviario.