Trieste, “killer poteva fare una strage”  

dall’inviata Antonietta Ferrante
 

“E’ un dato di fatto”. Così il questore di Trieste Giuseppe Petronzi replica a chi gli chiede se si è rischiata la strage quando venerdì pomeriggio Alejandro Augusto Stephan Meran ha imbracciato due pistole e negli uffici di via Tor Bardena ha ucciso i due agenti Matteo Demenego e Pierluigi Rotta, 31 e 34 anni. “Questo è un dato di fatto. Aveva delle armi, all’interno della Questura. Fortunatamente e tragicamente c’eravamo solo noi poliziotti, fortunatamente non erano esposte altre persone. La potenzialità era tale che il bilancio sarebbe potuto essere più tragico”, non nasconde il questore che ha appena ricevuto la visita e l’abbraccio della comunità ortodossa. 

Quanto alla partecipazione della città al dolore degli uomini in divisa per la morte dei due agenti, e in particolare con la fiaccolata di ieri, il questore ha parlato di “un gesto importantissimo. Sì, ce lo aspettavamo, conosciamo la città che serviamo quotidianamente per dare sicurezza. Obiettivamente con quella intensità, in quella dimensione, ci ha lasciato profondamente commossi e colpiti”. 

“Una decina di giorni fa – ha aggiunto poi il questore – i ragazzi hanno sventato il suicidio di un giovane e questo a testimonianza della loro capacità sia operativa sia della loro cifra umana. Relazionarsi con una persona in una situazione talmente critica e disperata denota quelle che erano le loro caratteristiche: dei grandi uomini e dei grandi poliziotti”. 

Un episodio svelato per “omaggiare il loro senso del dovere, la loro dedizione e la loro capacità professionale” e che ‘contrasta’ con un lavoro quotidiano vissuto “in composto silenzio”. In questo senso il questore non vuole sottolineare “soltanto la straordinarietà del gesto” di chi ha fermato il 29enne di origine domenicana autore del duplice omicidio.  

“Credo che il nostro lavoro sia fatto di tanti gesti singoli che messi insieme producono la sicurezza. Sicuramente il nostro agente è stato molto bravo dal punto di vista operativo. Ma in questo momento voglio sottolineare l’attività che nel quotidiano, silenziosamente, fanno i nostri ragazzi e che stavano facendo i due ragazzi che sono morti”, conclude il questore.