Tumore al cervello rimosso con un mini-laser: è la prima volta in Europa

Si chiama Litt. E in italiano sta per Tecnica di Termoterapia Interstiziale Laser. Si tratta di una vera e propria rivoluzione

salute

Si chiama Litt. E in italiano sta per Tecnica di Termoterapia Interstiziale Laser. Si tratta di una vera e propria rivoluzione. Presso l’Istituto Carlo Besta di Milano, l’équipe guidata dal professor Francesco DiMeco ha rimosso un tumore al cervello attraverso questa nuova tecnica. E’ la prima volta che si svolge un’operazione di questo tipo in Europa. La Litt, infatti, permette di trattare tumori al cervello di piccole e medie dimensioni, primari e metastatici, non facilmente raggiungibili con la chirurgia convenzionale. L’intervento avviene attraverso una sonda di fibra ottica posizionata nella parte del cervello da trattare. Quando il mini-laser viene attivato la temperatura dell’area interessata aumenta in modo da bruciare solamente il tessuto tumorale con estrema precisione. Questo trattamento ha molti lati positivi, in primis perché è oggetivamente meno invasivo. Del resto, richiede un’incisione di soli 2 millimetri sul cuoio capelluto, un solo punto di sutura e un solo giorno di degenza.  

Il professore
«
L’Istituto Neurologico Carlo Besta è all’avanguardia nel trattamento delle neoplasie cerebrali – spiega il professore DiMeco – Tratta infatti il maggior numero di tumori cerebrali in Italia ed è stato scelto, a livello europeo, quale centro leader di questa innovativa tecnologia. Ritengo che l’innovazione sia tale solo se il contesto sanitario è pronto a riceverla. E sono convinto, oggi più che mai, che un’innovazione terapeutica come il laser mininvasivo di ablazione, per trasformarsi in un reale e concreto servizio al paziente debba essere erogata da strutture idonee, che posseggano il giusto livello di esperienza nella gestione della malattia, dove sia stato definito un percorso di cura chiaro e trasparente, in grado di orientare sia gli operatori sanitari coinvolti che i pazienti e i caregivers al massimo livello di appropriatezza. Questo per mantenere alto il livello di efficacia, qualità e sostenibilità delle cure».

La paziente
«E’ stato un intervento poco invasivo – racconta la paziente C.M – Mi è stata fatta l’anestesia generale, ma al risveglio ero cosciente e muovevo gambe, braccia e mani liberamente. Non ho avuto complicanze e già il giorno dopo sono tornata a casa dalla mia famiglia e piano piano sto riprendendo a fare la mia vita regolarmente. Ringrazierò sempre il professor DiMeco, la dottoressa Casali e tutta la loro equipe per avermi dato questa opportunità». 

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