Tumore al seno, lo sport riduce rischio mortalità del 24 per cento

E’ quanto emerge dal convegno nazionale “La Qualità di Vita in Oncologia” promosso dalla Fondazione Insieme contro il Cancro

tumore al seno

Corsa, piscina o palestra. Basta scegliere e fare sport, magari anche quelli non convenzionali, quelli più soft, e ritagliarsi 2 ore e mezza a settimana. L’attività fisica è da sempre uno strumento fondamentale di salute. Lo è anche per i pazienti oncologici. Con 150 minuti alla settimana di moto a intensità moderata si riduce del 24 per cento il rischio di mortalità per il tumore del seno e del 28 per il cento per quello del colon-retto. Non solo. Lo sport rappresenta un ottimo rimedio contro i sintomi della fatigue, uno degli effetti collaterali più frequenti. Si calcola, infatti, che interessi la metà delle persone sottoposte a chemioterapia. E’ quanto è emerso dal convegno nazionale “La Qualità di Vita in Oncologia” promosso dalla Fondazione Insieme contro il Cancro e andato in scena al ministero della Salute. 

L’analisi del professor Cognetti
Al convegno è stato presentato il documento finale della Consensus Italiana: Neoplasia della mammella: impatto degli stili e della qualità di vita sull’outcome della malattia in fase precoce e nel setting della malattia avanzata. E’ stato scritto da un comitato di nove oncologi italiani coordinati dal prof. Francesco Cognetti, presidente della Fondazione Insieme contro il Cancro. «Negli ultimi anni sono aumentate le diagnosi precoci e le terapie anti-cancro sono diventate più efficaci – afferma il prof. Cognetti -. Un problema clinico rilevante è non solo garantire ai pazienti la sopravvivenza ma anche una buona, se non ottima, qualità di vita. Questo aspetto però non sempre viene ritenuto una priorità dall’oncologo, nonostante stia assumendo una dimensione rilevante. In Italia oltre 3 milioni di nostri concittadini vivono con un tumore a la sopravvivenza risulta in aumento. Questa particolare categoria di malati presenta nuove esigenze e bisogni. In totale più del 50% dei pazienti, che ha ricevuto una diagnosi da almeno cinque anni, soffre di effetti collaterali legati ai trattamenti che si manifestano a livello fisico e psico-sociale ed è necessario aumentare la consapevolezza su quali possono essere i rimedi. Anche la scelta tra trattamenti, dotati di simili attività, deve essere guidata dall’eventuale differente tossicità di questi farmaci. In quest’ottica, particolare importanza viene assunta da alcuni comportamenti utili non solo a prevenire il cancro. Oltre all’attività fisica il malato deve prestare grande attenzione al controllo del peso corporeo. Va inoltre eliminato il fumo e limitato il più possibile il consumo di alcol. Un’ampia letteratura scientifica ha dimostrato come siano tutti fattori sui quali bisogna intervenire per evitare la ricomparsa di una neoplasia e migliorare le risposte dell’organismo alle cure oncologiche». 

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