Tumori, a metà delle donne non viene ricostruito il seno

Si tratta del 47,44 per cento del totale. L'intervista al dottor Federico Lo Torto, chirurgo plastico che ha lavorato in Italia e all’estero

tumore al seno

La fotografia sui tumori è ancora in bianco e nero. Quasi sfuocata. Perché solo alla metà delle donne che hanno subito la mastectomia viene ricostruito il seno immediatamente. Si tratta del 47,44 per cento del totale. Un dato in crescita – comunicato dalla Beautiful After Breast Cancer Italia Onlus – ma ancora non soddisfacente considerando che l’operazione complessiva è a carico del servizio sanitario nazionale. «Non si paga il ticket per l’intervento. Da regolamento la procedura demolitiva deve essere svolta entro 30 giorni dalla diagnosi. L’operazione comprende le procedure demolitive, di ricostruzione e di rimodellamento. Perché il risultato finale deve essere più simmetrico possibile, anche in caso di donne in là con l’età. Il discorso vale anche in caso di sostituzione della protesi dopo 10 o 20 anni dall’intervento: è tutto coperto per le pazienti oncologiche. E’ chiaro che non si può cambiare la protesi se l’intervento precedente era stato fatto per questioni d’estetica», spiega il dottor Federico Lo Torto, chirurgo plastico che ha lavorato in Italia e all’estero.  

Altri dati
La mappa della Penisola è a forma di groviera: l’indice medio degli interventi combinati (demolitivo per tumore invasivo della mammella e ricostruzione o inserzione di espansore nello stesso ricovero) è di circa l’80 per cento in Liguria e in Umbria; circa il 70 per cento in Toscana; il 60 per cento nel Lazio; il 59 per cento in Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Marche e Molise, il 45 per cento in Piemonte, il 40 per cento in Sardegna; il 39 per cento in Friuli, Abruzzo, Puglia e Sicilia. Il 25 per cento in Campania, Calabria e Basilicata. Analizzando però i margini di grandezza dei dati si evidenziano picchi vicini al 100 per cento degli interventi combinati nei grandi centri della Toscana e del Veneto e prossimi al 90 per cento quelli della Lombardia, dell’Umbria, del Lazio e della Campania. Al contrario la variazione statistica della Sicilia, della Calabria e della Campania indica una proporzione anche inferiore al 30 per cento e perfino prossima allo zero. Insomma, l’Italia è spaccata in due.  

L’eccellenza Breast Unit
Le Breast Unit sono centri specializzati nella diagnosi precoce e nella cura del timore: tra i requisiti vanno segnalati la presenza di uno staff multidisciplinare e la dimostrazione di aver trattato centinaia di casi ogni anno. In alcune Regioni lo sviluppo della rete Breast Unit non è stato ancora completato e in altre nemmeno avviato, specialmente al sud. Nonostante le chiare direttive europee e stato-regioni. Capita spesso, infatti, che le donne del sud vadano al nord o del centro per farsi operare, “pesando” non poco sulle casse della regione di appartenenza.  «La percentuale di donne che hanno subito la mastectomia senza la ricostruzione del seno immediatamente? Nella mia esperienza il numero è bassissimo. Principalmente sono donne molto anziane. Un numero? Su oltre 250 circa 6. Una percentuale minima. C’è da dire però che esiste una discrepanza notevole tra i dati del centro-nord e del sud Italia perché al sud mancano le Breast Unit».

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L’infografica di donnaeuropa.it