Turismo, 6 milioni di vacanzieri in marcia per il mese di novembre

Nonostante il previsto maltempo il dato non si discosta da quello dell'anno scorso, che infranse ogni record. Previsti 3,7 milioni di vacanzieri italiani e 2,3 stranieri

Istat

Saranno oltre sei milioni i turisti in movimento per il ponte di Ognissanti e per l’intero mese di novembre. E’ quanto prevede un’indagine di Cna Turismo. Il dato non si discosta da quello dell’anno scorso, che infranse ogni record. Di questi 3,7 milioni i vacanzieri italiani e 2,3 gli stranieri.

Saranno 14,7 milioni le presenze di cui 8,4 milioni totalizzate da italiani e 6,2 milioni da stranieri per una media pro capite di 2,5 notti. A farla da padrone il settore alberghiero con 11,2 milioni di pernottamenti a fronte di oltre 3,5 milioni di pernottamenti nell’extra-alberghiero. A guidare la classifica per Paese del turismo proveniente dall’estero è la Germania (720 mila presenze), seguita da Usa (650 mila), Francia (420 mila), Regno Unito (360 mila), Spagna (340 mila presenze), Cina (335 mila), Russia (215 mila) e Giappone (175 mila). Quanto al valore economico, secondo l’indagine di Cna Turismo, ammonterà a 3,2 miliardi di euro, 300 milioni dei quali derivati dalle attività esperienziali.

In vacanza nonostante il clima
Dati positivi vengono anche dal consueto monitoraggio del Cst per Assoturismo Confesercenti che ha rilevato la saturazione dell’offerta ricettiva nazionale disponibile online per il Ponte di Ognissanti, con un tasso di occupazione del 74 per cento delle strutture ricettive disponibili. In generale, dall’indagine emerge un trend di incremento dei tassi di occupazione stimato al +8 per cento circa, rispetto al 2018. L’aumento coinvolgerebbe tutte le tipologie di prodotto, anche se con situazioni diversificate. In particolare, il tasso di occupazione rilevato per le città d’arte si attesta all’86 per cento, con punte di oltre il 90 per cento per località come Venezia, Firenze, Matera, Napoli, Verona, Bologna, Ferrara, Spoleto, Torino.

Meno intenso, invece, risulta il flusso di prenotazioni verso le località marine, con tassi di occupazione attesi del 72 per cento delle strutture disponibili e al netto delle chiusure stagionali degli esercizi ricettivi. Stesso trend anche per le località lacuali che si attestano al 79 per cento di occupazione. Invece, per le località montane e del termale i tassi rilevati sono rispettivamente dell’86 per cento e dell’87 per cento. In generale, la tendenza positiva della domanda turistica è attesa in quasi tutte le aree del paese, anche se per le regioni del nord est i valori risulterebbero di assoluta stabilità rispetto al trend rilevato nel 2018. Un andamento più positivo, invece, per le regioni del nord ovest e del centro. Una crescita significativa dei tassi di occupazione è attesa, infine, per le regioni del sud e in particolare per le due isole maggiori.

Il commento
«Dai dati si colgono segnali incoraggianti, soprattutto per la ripresa delle città d’arte – afferma Vittorio Messina presidente di Assoturismo – che rappresentano un punto di forza della nostra offerta turistica per il contributo che questo segmento offre per la crescita economica dei territori interessati. La percentuale di prenotazioni conferma, inoltre, che le opzioni per il turista che vuole venire in Italia sono così vaste e diversificate per cui è possibile trovare la meta ideale in qualunque periodo dell’anno, a prescindere dalle condizioni climatiche».

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