Turismo congressuale, Italia meta sempre più appetibile

Il supporto delle istituzioni e delle strategie di marketing strutturate rimane indispensabile per aumentare la competitività del Paese

turismo congressuale

Dove va la Meeting industria italiana? Tra congressi, incentivi ed eventi si rilevano segnali positivi per il comparto e si confermano le altissime potenzialità degli effetti economici. Sembrano emergere i numeri per fare del Paese una destinazione ancora più appetibile per ospitare i congressi associativi internazionali, fonti di ricchezza e strumento di ulteriore promozione della destinazione. Sono tante le figure attive sul campo per sviluppare sempre di più il settore: imprese, operatori e associazioni come Federcongressi&Eventi, il Convention Bureau Italia e i numerosi Convention Bureau locali e, tra questi, uno degli ultimi nati, nel 2017, il CB Roma e Lazio, che procede in modo accelerato.

Il mercato Mice, secondo il Travel & Tourism Economic Impact 2018 – 2028, ha generato in Italia una spesa stimata in 40,4 milioni di dollari nell’anno appena concluso e si valuta che, nel 2028, raggiungerà i 45,1 milioni. Ottimismo per la Capitale tra le prime 20 città del mondo per il Mice (rif. ultima ricerca Osservatorio Enit), mercato che si delinea come leva essenziale dell’economia territoriale.

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Carlotta Ferrari

Il motore Convention Bureau Italia. Le tendenze del comparto
«L’attenzione istituzionale verso il turismo congressuale è cresciuta a livello nazionale, e soprattutto locale, dando una spinta a un andamento virtuoso – spiega Carlotta Ferrari, presidente Convention Bureau Italia – La nascita del Convention Bureau Italia, 4 anni fa, è stata una risposta a un’esigenza fortissima della meeting industry e, in un sorta di causa effetto, ha dato vita alla nascita di altre organizzazioni. Tante altre destinazioni si sono organizzate e strutturate come Napoli e Bologna, o la Regione Veneto che sta arrivando a una nuova riorganizzazione. Sul fronte internazionale, per il 2019, sta emergendo un aumento importante di aziende italiane che si promuovono all’estero», conferma Ferrari, aggiungendo «Il clima è quindi di fiducia e proattività. E’ alto l’interesse del Nord America, ma per altri bacini è necessario un attento lavoro e in alcuni mercati serve costruire una promozione adatta, per esempio in Asia. Tra le tendenze che si stanno affermando, è crescente la richiesta del post tour, o del bleisure, concept che lega l’attività professionale ad alcuni momenti piacevoli o di svago».

L’importanza di conoscere i dati
Tornando ai dati relativi al comparto presentati nel 2018 (Oice, Federcongressi&eventi, Aseri) nel 2017 in Italia sono stati realizzati 398.286 tra congressi ed eventi segnando un +2,9 per cento rispetto al 2016. Valori con segno più anche per il numero dei partecipanti, delle presenze e della durata complessiva degli eventi: i partecipanti sono stati 29.085.493 (+3,2 per cento), le presenze 43.376.812 (+1,6 per cento) e la durata complessiva è stata pari a 559.637 giornate (+2,8 per cento).

Al primo posto emergono i meeting, lanci di prodotto promossi dalle aziende che rappresentano il 64 per cento degli eventi. Le associazioni (in particolar modo medico-scientifiche) sono il secondo promotore di eventi ma continuano a diminuire il proprio peso percentuale sul totale. Al terzo posto per numero di eventi organizzati ci sono gli enti e le istituzioni di tipo governativo, politico, e sociale ai quali si attribuisce il 9,9 per cento degli eventi, il 14,1 per cento dei partecipanti e il 14,4 per cento delle presenze. È il Nord l’area geografica che attrae maggiormente congressi ed eventi, ma va sottolineata la crescita costante del Sud e delle Isole (+4,8 per cento nel 2016 e +1,3 per cento nel 2017). A conferma della vocazione culturale dell’Italia, i musei sono sempre più utilizzati per eventi e congressi.

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Onorio Rebecchini

Agire per essere competitivi
Ottimismo si ma anche azioni necessarie al miglioramento. Su questo piano è interessante l’esempio di Roma, che mira in alto con il CB Roma&Lazio. «È proprio questo il valore aggiunto dell’industria Mice –  dichiara Onorio Rebecchini, presidente del Convention Bureau di Roma e Lazio – Una persona in viaggio di lavoro genera sul territorio una spesa che può essere anche dieci volte quella di un normale turista e, in una fase come questa in cui si cerca di qualificare gli arrivi in città affollate e messe a dura prova dal turismo di massa come Roma, Convention Bureau di Roma e Lazio può svolgere un ruolo centrale di riqualificazione dell’offerta».

 

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