Turismo, il sindaco De Ruggieri: «Lancio Matera nel futuro e mollo»

Il primo cittadino: «In attesa delle infrastrutture fisiche puntiamo su quelle immateriali, sulle industrie pensanti»

Matera 2019

E’ una questione anagrafica, di carta d’identità. Anzi, di numeri. Raffaello De Ruggieri, da primo cittadino, sta accompagnando Matera verso il futuro, nonostante lo stop ai fondi per le periferie e le problematiche legate (da sempre) alle infrastrutture. E’ lui il “bastone” che sorregge la Capitale Europea della Cultura del 2019, la città della Basilicata «antica e non vecchia, che ha sempre prodotto nuova storia, che vive da 8 mila anni con costanza e continuità». De Ruggieri ha superato il giro di boa del mandato, è stato eletto nel 2015. Ma quando si parla di un secondo giro in Comune glissa dicendo: «A ottobre compirò 83 anni, già il primo mandato è stato vissuto come uno scandalo…».

Raffaello De Ruggieri, il sindaco di Matera (foto da Twitter)

I cambiamenti della polis
De Ruggieri può essere considerato il più grande conoscitore di Matera. Perché ha vissuto in prima persona il passaggio da vergogna nazionale a patrimonio dell’umanità. Non solo. Di recente il New York Times ha nominato la città come meta dell’anno. E l’Europa le ha messo la corona in testa. Adesso viene il bello. «Matera è cambiata in maniera totale – continua il sindaco – E’ cambiata soprattutto la struttura sociale. Da giovani fondammo il Circolo “La Scaletta” per rispondere a un quesito: chi siamo? Siamo figli della miseria o della storia come qualcuno ci sussurrava in un orecchio? Ho speso tutta la mia vita per dimostrare che Matera è una delle città più vive e più antiche del mondo. Uno degli obiettivi iniziali era sconfessare e rimuovere il concetto che si era insediato nei cuori dei cittadini: di vivere in un luogo di perdizione e tra i più miserabili del Mezzogiorno. Non ci riconoscevamo nella parole di Togliatti e De Gasperi. Da lì in poi è partita una rivoluzione pedagogica per far conoscere il valore della città. Il cittadino medio è passato dal provare vergogna a provare orgoglio per le sue radici. La società ha rimosso frustrazione, tristezza e malinconia per puntare su un senso di forte appartenenza. L’appartenenza poi si è tramutata in autostima e responsabilità in ottica futura. Matera ha vinto la corsa al 2019 perché non è mai rimasta seduta: nel dossier presentato c’è scritto che vogliamo trasformare il cittadino in un abitante culturale. Credo di essere stato eletto sindaco perchè hanno riconosciuto in me i valori che hanno operato questa trasformazione sociale».  

Turismo a mille all’ora 
Secondo i numeri di Assoturismo, Matera ha segnato un +176 per cento di presenze negli ultimi sette anni. Il boom è arrivato dall’estero con un +216 per cento. Ha aiutato anche la spinta del mercato del cinema nazionale e internazionale: la città è stata scelta da decine e decine di produzioni perchè ha un set naturale da favola. «Contiamo sul turismo, ma non quello randagio e occasionale, bensì quello indipendente. Chiediamo a chi viene di entrare nel meccanismo della storia, nella sua continuità. E la storia non può essere cancellata dalle bacchettate dei politici». Già, pesa e non poco lo stop ai fondi per le periferie. «E’ una contraddizione perversa. I governi nazionali dovrebbero rafforzare il sostegno quando una città rappresenta l’intero Paese a livello europeo. In questi casi si immettono risorse aggiuntive. Invece ci hanno bloccato quasi 14 milioni di euro destinati alla qualità urbana. E’ un paradosso anche perché avevamo già presentato la gran parte dei progetti esecutivi. Con Calenda ci siamo trovati bene, spero che si possa recuperare la sensibilità anche con gli esponenti del nuovo governo. Matera 2019 è un’opportunità, non un obiettivo. Il vero obiettivo è spostato più in là nel tempo e rappresenta lo sviluppo socio-economico. Vogliamo produrre nuove tecnologie e quindi nuova storia. Guardiamo con fiducia al 2020».

Isolamento fisico, non mentale
Matera non è facile da raggiungere. Del resto, è l’unico capoluogo di provincia in Italia senza la stazione delle Ferrovie dello Stato. La stazione più vicina è a Ferrandina, a circa 35 km dal centro. «Stiamo lavorando per terminare il prima possibile le infrastrutture che ci porteranno all’aeroporto in mezz’ora e in meno di un’ora nel cuore di Bari. E’ chiaro che andare a Ferrandina a prendere il treno non è la soluzione più comoda. In attesa delle infrastrutture fisiche puntiamo su quelle immateriali. Con Matera 2019 chiediamo all’Europa di connettersi alla periferia. La città deve essere attrattiva per le industrie pensanti e non quelle pesanti. Vogliamo essere un luogo per la creatività come dice la nostra storia. Le opere pubbliche, i marciapiedi o l’illuminazione non danno lavoro. Il lavoro si crea dando alla città un ruolo extraterritoriale, facendola diventare un centro di produzione per le nuove tecnologie. Come? Con la fibra ottica ultraveloce, con il lancio del 5G, ma anche destinando una grossa struttura ai margini dei Sassi per ospitare le aziende hi-tech. Non sto parlando di cose astratte, il 31 luglio è scaduto il bando e hanno concorso 14 imprese anche di livello internazionale. Questa è la vera scommessa di Matera. Vogliamo diventare un polo tecnologico e abbiamo tutte le carte in regola per farlo. Spero che il governo registri questo impeto».

Posto speciale
«Il luogo dove c’è la massima affettuosità è la Cripta del Peccato Originale: ci sono 41 metri quadri di affreschi stesi prima dell’avvento di Giotto. E’ stata una scoperta del Circolo “La Scaletta”, all’epoca composto da me, mia moglie, mia sorella e alcuni amici. Ci vollero sei mesi di lavoro, di perlustrazioni attorno al canyon. Ricordo che la scoprimmo il 1° maggio del 1963 alle 16.20. Mia moglie – a quel tempo la mia fidanzata – trovò me e un amico abbracciati per terra per la gioia della scoperta. Da alcuni il Circolo era considerato eretico e profetico, ma da lì a breve ricevemmo la medaglia d’oro ai benemeriti della scuola della cultura e dell’arte. La Cripta del Peccato Originale è un posto magico». Un passaggio obbligatorio per i turisti del 2019 e dei prossimi decenni.