Turismo musicale: chi viaggia è giovane, colto e… donna

Nel nostro Paese sono in crescita i dati dell'industria culturale grazie agli eventi che attirano turisti sia italiani che europei

turismo musicale

Uno dei settori più importanti che caratterizza l’economia del nostro Paese è, senza dubbio, quello del turismo. In quest’ambito si registra una crescita dell’industria culturale, per quanto riguarda il mondo della musica classica e dell’opera. Il dato emerge dal primo rapporto sul turismo musicale in Italia e in Veneto, realizzato dalla Fondazione Santagata per l’Economia della Cultura, che ha analizzato il turismo musicale in Italia e all’estero e il profilo di chi viaggia. Dal rapporto, risulta che l’Italia è la meta preferita dagli amanti del bel canto superando Germania, Austria, Francia e Regno Unito. Un aspetto da non sottovalutare se si considera, si legge, che «il profilo del turista musicale è quello di un turista di fascia alta, interessato a una fruizione di qualità dei luoghi, che viaggia anche fuori stagione».

Non solo concerti
L’offerta turistico-musicale del nostro Paese non si ferma a spettacoli e concerti, ma offre anche la possibilità di visitare musei, itinerari musicali e visite alle botteghe artigiane. Numeri significativi provengono da festival e rassegne a tema come i festival dedicati a grandi compositori come Rossini, Puccini o Verdi. Ci sono, poi, i teatri dell’opera con ai primi posti La Scala di Milano e La Fenice di Venezia. Se il Museo della Scala accoglie circa 250mila visitatori l’anno, le visite a La Fenice raggiungono i 160mila ingressi superando tanti altri musei veneziani.
A godere dell’appeal generato dai grandi compositori del passato sono anche i luoghi in cui questi grandi della musica hanno vissuto: Pesaro con Rossini, Lucca con Puccini fino a Parma con Verdi, Bergamo con Donizetti o Venezia con Vivaldi.  Non bisogna dimenticare gli itinerari alla scoperta dei grandi musicisti come Paganini, per il quale nel 2018 è stata creata l’”European Paganini Route”.
Infine, bisogna ricordare l’importanza della formazione, come testimoniano i numeri, ad esempio, della Masterclass di Cremona e del Cremona summer festival che conta circa 2300 persone l’anno, di cui 1500 nel periodo estivo.

I numeri dei festival
Per comprendere, almeno in parte, l’indotto generato dai grandi eventi musicali, sono riportati i dati relativi ad alcuni grandi eventi italiani. Il Festival di Caracalla a Roma, ad esempio, nel 2017 ha prodotto un incasso di oltre 4 milioni di euro con più di 77mila spettatori e un incremento del 23,4 per cento rispetto al 2016; il Macerata Opera Festival ha toccato quota 36500 presenti per oltre 1 milione e 200mila euro d’incasso e, nel 2018, il Rossini Opera Festival ha registrato il suo record personale di 18260 spettatori con un incasso superiore a 1 milione e 300mila euro. E il festival dell’Arena di Verona, nel 2018, ha raccolto più di 24 milioni di incassi (il 47,5 per cento dalla vendita dei biglietti).

Il turista musicale
Nel rapporto si traccia anche un ritratto di chi viaggia sulle orme della musica classica. Il turista musicale medio è un giovane europeo, colto e, molto spesso, donna. A viaggiare sono soprattutto appassionati che, nel caso di musicisti, cantanti, compositori o insegnanti, si spostano anche per motivi professionali. Il 60 per cento degli intervistati, rivela che da piccolo è stato portato dalla famiglia ad assistere a concerti di musica classica o lirica, mentre meno del 50 percento prendeva parte a questi eventi con la scuola.
I viaggi per recarsi ad assistere un evento musicale sono organizzati autonomamente nell’82 per cento dei casi, mentre il 12 per cento sceglie il supporto di un’associazione musicale. In ultimo, troviamo i pacchetti turistici e le agenzie specializzate in viaggi musicali, rispettivamente al 3,3, e al 2,6 percento. La principale fonte di informazioni per organizzare il viaggio è, ovviamente, internet, scelto dal 72 per cento degli intervistati. E, la scelta dei compagni di viaggio, ricade perlopiù sugli amici (scelti dal 37 per cento), seguiti dal partner (20 per cento) e, in ultimo, dalla famiglia o da soli.

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