Ucraina: accordo a Minsk, elezioni in Donbass con legge ucraina poi autonomia  

Raggiunto un nuovo accordo sull’Ucraina dopo le intese, mai attuate, del 2015. I negoziatori riuniti ieri a Minsk – rappresentanti dei separatisti filo russi, Russia, Ucraina e mediatori dell’Osce – hanno accolto il cosiddetto “Piano Steinmeier” che prevede elezioni nelle regioni indipendentiste di Donetsk e Luhansk organizzate da Kiev, con legge e costituzione ucraina dopo la ripresa del controllo, da parte di Kiev, dei 400 chilometri di confine fra il Donbass e la Russia e del territorio delle due regioni (è il ritiro tuttavia il punto su cui vi è meno chiarezza e maggiore ambiguità). Una volta che l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa dichiarerà che le elezioni si saranno svolte in modo equo e libero, Kiev concederà l’autonomia alle regioni di Donetsk e Luhansk, secondo quanto previsto dalla legge sullo status speciale (ne sarà definita una nuova, secondo l’Ucraina).  

Prima del voto, ha assicurato il presidente ucraino Volodymir Zelensky, Ucraina e Russia completeranno lo scambio dei prigionieri (lo scorso sette settembre, 35 detenuti ucraini in Russia erano tornati in Ucraina e viceversa). Dal sette ottobre, i due paesi si sono impegnati iniziare il ritiro delle loro forze e armi da due zone del Donbass, il villaggio di Petrivske e la cittadina di Zolote, lungo la linea di contatto, ha reso noto l’ambasciatore Martin Sajdik, inviato dell’Osce per l’Ucraina, per cui la prossima riunione del Gruppo di contatto è stata fissata per il 15 di questo mese. Lo scorso giugno è stato effettuato il ritiro di forze e armi dalla zona di Stanytsya Luhanska, uno dei sei varchi lungo il fronte di 450 chilometri.  

L’accordo preliminare raggiunto ieri – contestato da ultra nazionalisti scesi in piazza a Kiev – apre la strada a un vertice dei leader di Francia, Germania, Russia e Ucraina (il cosiddetto ‘formato Normandia’), che la Russia ha condizionato all’accettazione, da parte dell’Ucraina, del piano Steinmeier. Piano proposto dall’allora ministro degli esteri tedesco, ora presidente, Frank Walter Steinmeier. L’ultimo vertice a quattro sull’Ucraina si era svolto nell’ottobre del 2016.  

“Se si organizzano elezioni con la legge ucraina, il confine deve essere ‘nostro’. Non si possono organizzare elezioni se nelle regioni contese rimangono ‘forze’ di qualsiasi natura”, ha dichiarato ieri il presidente dell’Ucraina, Volodymir Zelensky, riferendosi al confine fra Ucraina e Russia all’altezza delle autoproclamate repubbliche autonome.  

La legge sull’autonomia, ha aggiunto, verrà definita “in stretta cooperazione e consultazione con la società civile. Non saranno superate linee rosse di alcun genere. Non ci possono essere e non ci saranno elezioni con la pistola puntata alla tempia, non stiamo parlando di capitolazione”, ha assicurato Zelensky, per cui “con il lavoro fatto (a Minsk ieri, ndr), sono stati rimossi gli ultimi ostacoli per il vertice in formato Normandia, la cui data sarà fissata a breve”.