Ue, Brunetta: «Con la procedura d’infrazione 5 diktat per l’Italia»

Si tratta, ha spiegato il deputato di Forza Italia, di una serie di raccomandazioni che dovranno essere rispettate per forza

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Renato Brunetta (foto da Facebook)

La Commissione europea ha stabilito che l’avvio di una procedura per debito nei confronti dell’Italia è «giustificato». Una decisione presa durante il collegio odierno in cui dopo aver esaminato la relazione sul nostro Paese ha concluso «che è giustificata una procedura per disavanzi eccessivi per il debito». In Italia, ha aggiunto la Commissione, «le prospettive per la crescita e le finanze pubbliche sono peggiorate e le recenti misure messe in atto fanno marcia indietro su parti di riforme attuate in precedenza, anche in relazione al sistema pensionistico».

Una condanna senza appello
A commentare la notizia sul possibile avvio di una procedura di infrazione nei nostri confronti, è stato il deputato e responsabile della politica economica di Forza Italia, Renato Brunetta. In una nota sottolinea come la Commissione europea insieme alla sua «condanna senza appello» ha pubblicato una serie di raccomandazioni che l’Italia dovrà accettare. «Non sono dei consigli – spiega Brunetta – ma dei veri e propri diktat, esattamente quelli che il vice-premier Salvini non voleva ricevere, con l’aggravante che questi dovranno essere rispettati per forza, considerando la situazione in cui il Paese versa».

I diktat dell’Ue
Tra le raccomandazioni, aggiunge, troviamo «quella di assicurare una riduzione nominale della spesa primaria netta dello 0,1 per cento nel 2020, che corrisponde ad un aggiustamento strutturale annuo dello 0,6 per cento del Pil, circa 9 miliardi di euro; ridurre le tax expenditures e riformare i valori catastali, che porteranno ad un aumento della tassazione immobiliare; combattere l’evasione fiscale attraverso l’uso della fatturazione elettronica e abbassare la soglia per l’utilizzo del contante; implementare la riforma delle pensioni (un ovvio riferimento all’abolizione della quota 100), riformare il mercato del lavoro per combattere il lavoro sommerso e aumentare la partecipazione della componente femminile, migliorare l’istruzione, sostenere gli investimenti soprattutto in ricerca e sviluppo, migliorare l’efficienza della pubblica amministrazione, aumentare il grado di concorrenza del mercato, ridurre l’eccessiva lunghezza dei processi, sostenere il processo di ristrutturazione del sistema bancario soprattutto per gli istituti medio-piccoli e ridurre l’ammontare degli NPLs presenti nei loro bilanci».

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