Ue, Brunetta: «O l’Italia sistema i suoi conti o ci penserà la Troika»

Il vicepremier Di Maio critica la Commissione europea che chiede chiarimenti sull'aumento del debito del nostro Paese, ma secondo il deputato di FI il governo ha solo una strada da scegliere

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Renato Brunetta (foto da Facebook)

Infine giunse. Quello di cui si è tanto parlato in questi giorni, la famosa “letterina” dell’Ue, citata dal vicepremier Matteo Salvini, con cui la Commissione europea chiede delucidazioni al governo italiano in merito al mancato abbassamento del rapporto debito/Pil (che dal 131,4 per cento del 2017 è aumentato a 132,2 per cento per il 2018) è stata recapitata al ministero dell’Economia. Dal dicastero, ad ogni modo, fanno sapere, tramite una nota, che l’invio della missiva era ampiamente previsto e che si sta già lavorando sulla risposta da inviare entro venerdì. Il rischio, in caso di una risposta non soddisfacente, è l’avvio di una procedura d’infrazione nei confronti del nostro Paese.

L’attacco di Di Maio
Questa possibilità, però, scatena l’ira del vicepremier Luigi Di Maio che durante un’assemblea congiunta con i componenti del MoVimento 5 Stelle afferma: «La lettera che ci ha inviato l’Ue è totalmente assurda, vogliono aprire una procedura di infrazione sul debito del 2018 fatto dal Pd. Potevano prendersela col governo di prima e se la stanno prendendo con noi. Ma l’Italia non si piega».

La critica di Brunetta
Tuttavia, secondo Renato Brunetta, deputato e responsabile della politica economica di Forza Italia, per il nostro Paese non c’è molto da fare: «Per poter evitare la procedura – spiega in una nota – il governo può solo seguire alla lettera le raccomandazioni che la Commissione pubblicherà la prossima settimana, nelle quali sarà molto probabilmente contenuta la richiesta di effettuare una manovra correttiva da 3,5 miliardi entro la fine di luglio e di aumentare l’Iva nella prossima Legge di bilancio, per rispettare gli obiettivi di deficit concordati con Bruxelles. Una sorta di aut-aut: o ci pensa l’Italia a sistemare i conti secondo le indicazioni europee, o ci penserà direttamente la Troika».

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