Ue taglia stime crescita, Italia maglia nera  

La Commissione Europea taglia le stime della crescita dell’Italia per l’anno prossimo, lasciando invariate quelle per il 2019. Con l’economia in rallentamento, aumenta di conseguenza il rapporto tra debito pubblico e prodotto interno lordo. La crescita attesa del nostro Paese, secondo le previsioni economiche d’autunno diffuse oggi dall’esecutivo Ue, resta pressoché nulla per quest’anno, a +0,1%, mentre per il 2020 è prevista allo 0,4%, rispetto allo 0,7% pronosticato a luglio; nel 2021 dovrebbe arrivare allo 0,7%, sempre ben al di sotto dell’1%. 

Il debito pubblico, che cresce inerzialmente, aumenta in rapporto a un Pil più fiacco del previsto: dal 134,8% del 2018, dovrebbe salire, secondo la Commissione, al 136,2% quest’anno, al 136,8% nel 2020 e al 137,4% nel 2021. L’Italia “fatica a sfuggire alla depressione da bassa crescita”, sintetizza il titolo del paragrafo dedicato al nostro Paese. L’economia italiana, osserva la Commissione, “si è fermata all’inizio del 2018 e non mostra ancora alcun segno di ripresa significativa”. Nel 2020 “la crescita dovrebbe riprendere in maniera modesta, sulla scorta di una domanda estera in ascesa e una moderata spesa delle famiglie, anche se la seconda dovrebbe essere in parte frenata da un mercato del lavoro che si andrà indebolendo”.