Uecoop, la fotografia dell’Italia è di un Paese di vecchi

Dagli ultimi dati Istat sull'andamento demografico, negli ultimi 5 anni risulta un aumento degli ultra 65enni di oltre 800 mila unità

Uecoop

Sempre di meno e sempre più anziani. È questa la fotografia del nostro Paese, visti gli ultimi dati demografici. Da un’analisi Uecoop, l’Unione europea delle cooperative, effettuata su dati Istat risulta, infatti, che l’Italia abbia raggiunto il suo record storico per quanto riguarda i rappresentanti della terza età. Gli ultra 65enni sono cresciuti di oltre 800 mila negli ultimi 5 anni, portando la popolazione anziana del Paese a quasi 14 milioni nel 2019. Un dato che si unisce a quello generale della popolazione in Italia, scesa a 60.359.546 di persone, di cui l’8,7 per cento sono straniere, con un calo dello 0,2 per cento su base annua.

Necessario un welfare dedicato
Secondo l’associazione la nostra «è una società dove gli anziani saranno una componente sempre più importante che avrà bisogno di assistenza e servizi sia nelle città che nei piccoli centri urbani a fronte di network familiari con minor capacità di seguire i parenti più avanti negli anni». Analizzando le esigenze di questa fascia della popolazione si evidenzia come più di 1 anziano su 3 ha gravi difficoltà a prepararsi da mangiare, fare la spesa, prendere le medicine o pulire la casa, mentre più dell’11 per cento ha problemi a prendersi cura di sé stesso sin dalle attività più elementari come vestirsi o lavarsi. Come afferma l’Uecoop, questa situazione impone di «organizzare un sistema di welfare in grado di soddisfare la domanda di assistenza e servizi delle famiglie italiane potenziando la collaborazione fra il settore pubblico e quello privato con il mondo delle cooperative sociali e di servizi che ogni anno seguono almeno 7 milioni di famiglie»

Aumento delle spese
Inoltre, un’altra conseguenza dell’innalzamento della vita media porterà a una crescita della spesa per le cure a lungo termine dovute all’incremento delle malattie, con il numero degli anziani non autosufficienti che dovrebbe raggiungere i 5 milioni entro il 2030. «Una crescita del bisogno di assistenza che presso le case di riposo del settore privato ha già portato a un aumento del 40 per cento dei posti letto nel decennio compreso fra il 2006 e il 2016 con 500 milioni di euro di investimenti da parte di società italiane e straniere nel 2017 su compravendite di strutture per anziani fra Lombardia, Piemonte, Lazio e Toscana, secondo il report di Collier International Italia». Pertanto, conclude l’Uecoop, «le dinamiche demografiche in corso impongono quindi una riorganizzazione complessiva del sistema di welfare da una parte per tutelare le famiglie con figli e dall’altra per assistere una popolazione anziana in crescita».

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