Ufficio, il vademecum per gestire un “capo impossibile”

I 10 consigli di un esperto di coaching per risolvere le situazioni difficili in ufficio con il proprio superiore

Ufficio

A volte, sul luogo di lavoro, capita di aver a che fare con un superiore che, con i suoi atteggiamenti, può rendere la vita in ufficio davvero impossibile. Una simile situazione può essere risolta soltanto in due modi: o scegliendo di abbandonare il posto di lavoro, o provando a migliorare il rapporto con il proprio capo. Per tutti coloro che propendono per la seconda ipotesi il coach Roberto D’Incau, fondatore della società di consulenza Lang&Partners, ha stilato un vademecum con i 10 consigli per gestire un capo impossibile.

Il vademecum

1-Comprensione
Cercare di capire se davvero si ha a che fare con un boss pessimo o se invece siamo noi a essere troppo duri con lei/lui, magari perché sotto sotto avremmo voluto essere al suo posto.

2-Mettiti nei panni del tuo boss
Comprendere il suo punto di vista: è davvero un cattivo capo, o è semplicemente molto sotto pressione per i risultati che deve portare, e non sente che i suoi riporti diretti lo supportano adeguatamente? A volte, specie se si è in azienda da tanto tempo, si tende a rimpiangere il capo precedente, a ricordarne solo i pregi e non i difetti, mentre si vedono solo i difetti dell’attuale.

3-Provare a resistere
Anche se il superiore ci stressa, il proprio ruolo in azienda va avanti indipendentemente da lui: se il tuo output è ineccepibile, se non ti fai abbattere dal caratteraccio del boss, il leadership team dell’azienda comunque apprezzerà quello che fai, e questo rafforzerà il tuo peso specifico. A volte, i capi impossibili non durano tanto, tutto sta a resistere uno o due anni…

4-Rassicurare
Hai un capo che fa del micromanagement e che controlla la durata delle tue pause pranzo, ogni riga dei report che tu scrivi, come gestisci ogni singola voce del budget che ti è affidato? Hai ragione, hai un capo poco strategico e che non sa delegare, ma ti consiglio di fare buon viso a cattivo gioco, di rassicurarlo nella sua ansia di controllo assecondandolo perlomeno per il primo anno; vedrai che poi automaticamente si fiderà via via sempre di più, e le cose tra voi andranno meglio.

5-Mettere dei paletti
Bisogna far capire chiaramente, con cortesia ma anche con fermezza, che non si è disposti a subire la sua maleducazione o l’aggressività; ci sono persone che “prendono fuoco” facilmente, perché hanno una scarsa capacità di gestire emozioni e impulsi. Bisogna agire non nel momento del conflitto, ma il giorno dopo dicendogli “non ti sembra di avere esagerato ieri con la tua reazione”: questo fa riflettere, e fa capire che c’è un limite invalicabile, quello dell’educazione e del rispetto.

6-Assecondarlo nelle sue manie
Ogni capo ha le sue piccole manie, c’è chi ha l’ossessione delle scrivanie ordinate, chi della puntualità, chi del rispetto dell’orario della pausa pranzo, chi non ama lo smart work a causa della sua ansia di controllo. Assecondare il capo in questo, ad esempio evitando di arrivare sempre alle 9:30 se per lui è importante che tutti i collaboratori siano in ufficio già alle 9, significa, con un piccolo sforzo, venirgli incontro e rassicurarlo sul fatto che si condivide la sua filosofia lavorativa.

7- Capire chi ci troviamo di fronte
Se abbiamo a che fare con un capo dal carattere difficile o una persona che necessita di cure psicologiche: «A me, spiega D’Incau, è successo, anni fa, fuggii a gambe levate, ci tenevo troppo al mio benessere psicofisico per lavorare con un capo psicolabile. In questo caso, soprattutto se si lavora in un grande gruppo, è bene parlare con l’HR e condividere il proprio punto di vista, per essere spostati in un altro gruppo di lavoro: si potrebbe trattare di un capo con sindrome di burn out, oggi finalmente considerata come una vera e propria malattia professionale».

8-Evitare
In futuro, quando si può scegliere, è preferibile non andare a lavorare con un capo dal carattere impossibile: «Conosco un executive che, forse inconsciamente, ha scelto di lavorare con enne capi (imprenditori) notoriamente dal carattere pessimo. L’ultima volta, recentemente, è venuto da me lamentandosi dell’ultima scelta fatta, lavorare per un imprenditore notoriamente dalla personalità diciamo difficile. Il mio commento? Errare è umano, ma perseverare diabolico!».

9-Lavora sulla tua assertività
Spesso chi non riesce a tenere testa a un capo strong ha anche difficoltà a essere assertivo in altre situazioni, ad esempio in famiglia.

10-Cerca di trovare dei momenti di “lato bimbo” con lui
Momenti di condivisione emotiva, per esempio davanti a un aperitivo: magari è durissimo perché è a sua volta fortemente sotto pressione lavorativa o personale, e condividere la sua emotività può essere una buona chiave di accesso.

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