Università, convivenza e privacy: come i fuori sede risolvono il rebus casa

Uno studio di Immobiliare.it mostra i prezzi delle stanze e dei posti letto in vista del prossimo anno accademico. A Milano intoccabili anche le doppie. La Capitale si mantiene nella media. E per risparmiare si opta per le case in “coabitazione”. Ma per dormire meglio stare da soli.

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Non solo libri, lezioni e burocrazia. Chi decide di laurearsi lontano da casa, a queste tipiche incombenze della vita universitaria, deve aggiungerne molte altre. La principale è sicuramente quella dell’alloggio. Trovare una casa o una stanza che risponda alle proprie esigenze non è cosa semplice. L’aspetto economico il parametro che spaventa di più. Il costo degli affitti, soprattutto per gli appartamenti interi, continua a rimanere elevato. Anche se molto dipende dalla città d’approdo. Come evidenzia Immobiliare.it che, alla vigilia del nuovo anno accademico, ha censito l’andamento dei prezzi nelle 14 città universitarie col numero più alto di fuori sede.

Gli affitti più cari
L’analisi del noto sito di annunci si concentra sui due mercati in cui c’è più richiesta: quello delle stanze in appartamenti condivisi e quello dei posti letto (in doppia). Per una “singola” l’affitto medio è di 402 euro (in leggero calo rispetto allo scorso anno: -3 per cento). Ma se a qualcuno venisse in mente d’iscriversi in un ateneo di Milano (la città più cara in assoluto), sappia che per avere una stanza tutta per sé andrà incontro a una spesa media di 543 euro (con picchi di oltre 600 euro nelle zone vicine alle università o nei quartieri della movida). Cifre record, specie se paragonate con quelle della seconda in classifica: Roma, dove per un posto letto in singola vengono chiesti in media 428 euro. Ben 100 euro di differenza, dunque, tra le uniche due città che sforano la media nazionale.
Terzo posto, ma con valori più contenuti, per Bologna: 399 euro non sono un costo eccessivo, ma in un anno nella città emiliana i prezzi delle singole sono lievitati del 12 per cento (per il contemporaneo crollo dell’offerta e aumento della domanda). Equilibri simili per i posti letto. Chi accetta di dividere la stanza con un altro ragazzo spenderà mediamente 285 euro. Ma a Milano persino la condivisione è fuori portata per tanti: 368 euro la media. Mentre Roma conferma il netto margine di distanza dal capoluogo lombardo, contenendo gli affitti delle doppie attorno ai 305 euro a persona. Milano e Roma che sono le sole a sfondare il muro dei 300 euro a posto letto.

Dove si può risparmiare
Sin qui le città più care. E quelle più economiche quali sono? Chi vuole risparmiare non ha molte alternative: deve andare verso Sud. Sono quasi tutti qui i “paradisi” dei fuori sede. A contendersi il primato Catania (in media, solo 205 euro per una singola e appena 161 euro per un posto letto in doppia) e Palermo (singola 226 euro, stanza condivisa 161 euro). Seguono Bari (rispettivamente 260 euro e 179 euro) e l’unica eccezione settentrionale: Pavia, dove una singola costa 285 euro e un letto in doppia sui 195 euro.
Peccato che gli atenei che attirano più studenti non residenti si trovino soprattutto al Nord. Normale, dunque, che le scelte abitative dei ragazzi siano votate al sacrificio economico. Senza però rinunciare del tutto all’intimità. Secondo un recente sondaggio del portale per studenti Skuola.net, per l’anno accademico 2018/2019, appena il 15 per cento dei fuori sede affitterà un appartamento da solo (1 su 4 tra le matricole) mentre il 58 per cento opterà per una casa condivisa (scelta prioritaria pure tra i neo-iscritti: 41 per cento). Inoltre, più della metà dei “coabitanti” (51 per cento) vivrà sotto lo stesso tetto con almeno altri tre colleghi; il 33 per cento con due; il 16 per cento con un solo coinquilino. Ma, approfondendo, si scopre che il 66 per cento avrà una stanza tutta per sé; il 25 per cento la dividerà al massimo con un’altra persona; solo il 6 per cento con altre due; appena il 3 per cento con tre o più ragazzi. Spazi ristretti sì, ma nel rispetto della privacy.

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