Università, un esercito di fuorisede con il rebus casa

Il fatto di non avere ancora un tetto sopra la testa dipende principalmente dal fattore economico: l'analisi è di Skuola.net

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I fuorisede in Italia sono tantissimi. Praticamente un esercito. Skuola.net, elaborando i più recenti dati del Miur, ha scoperto che gli studenti che sono iscritti alle università fuori dalla regione d’origine sono 421mila. Si tratta del 25 per cento della popolazione delle facoltà. Traduzione: uno studente su quattro ha lasciato casa per proseguire il percorso di studio post maturità.   

Senza un tetto
L’analisi di Skuola.net è andata oltre. E ha puntato il focus sull’alloggio degli studenti fuorisede, arrivando ad affermare (tramite un sondaggio) che due iscritti all’università su tre non hanno ancora trovato una sistemazione per il prossimo anno accademico, anche se le lezioni stanno (quasi) per cominciare. Il fatto di non avere ancora un tetto sopra la testa dipende principalmente da un fattore economico.

Missione stanza 
La strada maestra imboccata dalla maggiore parte degli studenti è quella di trovare una casa da condividere con dei colleghi. «Una convivenza che metterà a dura prova le capacità di adattamento degli studenti. Visto che la maggior parte delle case abitate da fuori sede – il 53 per cento – saranno popolate da almeno quattro persone. Nel 28 per cento dei casi, invece, ci si dovrà dividere l’affitto con altri due ragazzi. Appena il 19 per cento avrà un solo coinquilino. La stanza da letto, però, rimane il luogo in cui riappropriarsi di un po’ di privacy: quasi 3 studenti su 4 (il 74 per cento) dormiranno da soli, il 21 per cento con un’altra persona, solamente il 5 per cento sarà costretto a vivere come in un ostello», si legge nello studio di Skuola.net. L’appartamento in solitaria? Solo uno su dieci avrà la possibilità di vivere senza coinquilini, senza dividere bollette e costo dell’affitto.  

Costi dell’affitto 
Ma quanto dovranno spendere gli studenti e le loro famiglie per l’affitto per studiare all’università? «Solo il 17 per cento dei ragazzi che hanno già firmato il contratto – che per fortuna viene ormai sottoscritto da quasi tutti i proprietari, circa 9 su 10 – riuscirà a limitare la spesa entro i 200 euro (forse solo chi studierà nei piccoli centri ce la farà), per il 54 per cento l’esborso oscillerà tra i 200 e i 400 euro, il 19 per cento salirà fino a 600 euro, il 10 per cento sfonderà anche questo tetto».

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