Università, vogliono creare un corso di laurea in tatuaggi e piercing

Le lezioni si dovrebbero dividere tra l’indirizzo artistico e quello sanitario: è la proposta di legge di Forza Italia per colmare un vuoto legislativo

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Mentre Silvio Berlusconi detta le regole ai giocatori del Monza vietando di fatto tattoo e orecchini («Pensiamo a una squadra giovane e tutta di italiani, a calciatori senza barba, senza tatuaggi e con i capelli in ordine»), Forza Italia ha in mente di inserire all’interno dell’università un corso di laurea in tatuaggi e piercing, articolando le lezioni tra l’indirizzo artistico e quello sanitario. Si tratta di una proposta di legge, il primo firmatario è Paolo Russo di Fi. «Ormai si avverte l’esigenza di regolamentare il settore relativo all’attività di tatuatore e piercer professionista, soprattutto riguardo al percorso formativo – si legge nella pdl – alla luce del fatto che tali pratiche di interventi sul corpo hanno avuto negli ultimi anni una diffusione crescente in tutta Italia e risultano particolarmente diffuse tra gli adolescenti e i giovani adulti di entrambi i sessi». 

Mancano le leggi
E’ un dato di fatto: c’è un vuoto legislativo attorno al mercato dei tatuaggi e dei piercing. Esistono soltanto circolari ministeriali e regolamenti diversi da regione a regione. L’obiettivo è di regolamentare con un unico ddl un settore in forte espansione, che attira sempre più persone. Il giro di affari del movimento, del resto, è di circa 400 milioni di euro l’anno. La metà è in nero. Il testo di legge si compone di quattro articoli: l’articolo 1 istituisce la professione di tatuatore e piercer professionista; l’articolo 2 prevede che, con successivo decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro della salute, sia definito l’ordinamento didattico del corso di laurea per la formazione della figura del tatuatore e piercer; l’articolo 3 prevede la regolamentazione della professione attraverso un decreto del Ministro della salute; l’articolo 4 stabilisce le sanzioni (possono arrivare fino a 25 mila euro).

I numeri del settore
Secondo una recente indagine condotta dall’Istituto superiore di sanità risulta che in Italia quasi 7 milioni di persone hanno effettuato almeno un tatuaggio (più donne che uomini). I negozi sono più che raddoppiati negli ultimi cinque anni: si stima che siano circa 4 mila sul territorio nazionale.

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