Vaccini: Grillo “dà la mano” a Burioni, ma Di Maio non ci sta

La scelta del guru pentastellato irrita base e vertici del MoVimento. E una ricerca Usa spiega perché, nonostante il ritorno di alcune malattie, c'è chi sceglie di non vaccinarsi

vaccini
Roberto Burioni e Beppe Grillo

Se il numero di chi sceglie di vaccinarsi non aumenta, nonostante il ritorno di malattie facilmente evitabili grazie alla prevenzione, è a causa di un fenomeno conosciuto come “isteresi”. Si verifica quando, intorno a una particolare tematica, in questo caso i vaccini, si viene a creare una sensazione negativa che influenza l’opinione pubblica.
Questa ipotesi è contenuta in uno studio realizzato dal Dartmouth College, pubblicato sulla rivista “Proceedings of the Royal Society B”.

I risultati dello studio
La ricerca spiega che un ciclo di isteresi fa sì che l’impatto di una forza venga osservato anche dopo che la forza stessa è stata eliminata. Allo stesso modo può capitare che il tasso di disoccupazione di un Paese resti alto anche con un’economia in ripresa e, come si legge nello studio americano, è anche il motivo per cui il pubblico resiste alle campagne di vaccinazione. La ricerca del Dartmouth College, è stata la prima a dimostrare come l’isteresi possa avere un impatto sulla salute pubblica. Come spiegano gli studiosi dell’istituto americano «una volta che le persone mettono in dubbio la sicurezza o l’efficacia di un vaccino, può essere molto difficile farle andare oltre questi pareri negativi: l’isteresi è una forza potente che è difficile da rompere a livello sociale».

Un documento “pro vax”
In Italia, negli ultimi tempi, la polemica tra chi difende i vaccini e i cosiddetti “No vax” è sempre stata molto accesa. Tra i principali sostenitori della prevenzione c’è il virologo Roberto Burioni che ha pubblicato il “Patto trasversale per la scienza”, un documento contro pseudoscienza, ciarlatani e fake news. Il documento stilato da Burioni si compone di 5 punti e si apre con l’appello del medico a tutte le forze politiche affinché sottoscrivano il patto.Nei cinque punti del “patto” pro-scienza si legge:1-Tutte le forze politiche italiane s’impegnano a sostenere la scienza come valore universale di progresso dell’umanità, che non ha alcun colore politico, e che ha lo scopo di aumentare la conoscenza umana e migliorare la qualità di vita dei nostri simili.2-Nessuna forza politica italiana si presta a sostenere o tollerare in alcun modo forme di pseudoscienza e/o di pseudomedicina che mettono a repentaglio la salute pubblica come il negazionismo dell’Aids, l’anti-vaccinismo, le terapie non basate sulle prove scientifiche.3-Tutte le forze politiche italiane s’impegnano a governare e legiferare in modo tale da fermare l’operato di quegli pseudoscienziati che, con affermazioni non-dimostrate e allarmiste, creano paure ingiustificate tra la popolazione nei confronti di presidi terapeutici validati dall’evidenza scientifica e medica.4- Tutte le forze politiche italiane s’impegnano a implementare programmi capillari d’informazione sulla scienza per la popolazione, a partire dalla scuola dell’obbligo, e coinvolgendo media, divulgatori, comunicatori e ogni categoria di professionisti della ricerca e della sanità.5-Tutte le forze politiche italiane s’impegnano affinché si assicurino alla scienza adeguati finanziamenti pubblici, a partire da un immediato raddoppio dei fondi ministeriali per la ricerca biomedica di base.

I firmatari del patto
A dare il loro sostegno all’iniziativa sono stati, insieme al direttore del tg La7 Enrico Mentana, al professor Guido Silvestri (Emory University, Atlanta) e Mina Welby (Associazione Luca Coscioni), anche, soprattutto, Matteo Renzi e Beppe Grillo. E se l’ex-segretario del Partito democratico è sempre stato un sostenitore dei vaccini, lo stesso non si può dire del “guru” del MoVimento 5 Stelle, finora accanito difensore dei No-vax.
«Oggi è successa una cosa molto importante – ha scritto Burioni sul suo sito “Medical Facts” – Beppe Grillo e Matteo Renzi hanno sottoscritto (insieme a molti altri) un patto a difesa della scienza. Perché ci si può dividere su tutto, ma una base comune deve esserci. La scienza deve fare parte di questa base».
Sembra proprio, quindi, che il comico genovese abbia accantonato le sue vecchie idee: «Il progresso della scienza – scrive Grillo sul suo blog, riportando le prime parole del documento di Burioni – deve essere riconosciuto come un valore universale dell’umanità e non può essere negato o distorto per fini politici e/o elettorali». Nel post, però, Grillo spiega di non aver mai conosciuto Burioni, ma di essere stato coinvolto nell’iniziativa dal professor Silvestri. Un “problema”, questo, che sembra facilmente risolvibile vista la piena disponibilità dello studioso a un incontro: «Sono sempre stato disposto a incontrare Grillo e a confrontarmi con lui. Non l’ho mai conosciuto perché non mi è mai capitato. Come comico mi è sempre piaciuto tantissimo, poi non l’ho seguito nelle altre cose, però mi farebbe molto piacere».

“Mal di pancia” grillini
Tuttavia, all’interno del MoVimento 5 Stelle, in molti, sia alla base che ai vertici, non hanno gradito la scelta di Grillo. A cominciare dall’attuale leader dei pentastellati, il vicepremier e ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, che, come riporta l’Adnkronos, avrebbe detto ad alcuni fedelissimi: «Burioni no! Va bene la scienza, ma Burioni…».
E sono tanti gli attivisti “No-vax” che si sentono traditi da chi era considerato uno strenuo sostenitore della loro causa, anche se lo stesso Grillo ha prontamente provveduto a fare chiarezza sulle sue convinzioni e in un post sul suo blog ha spiegato di non essere mai stato contro le vaccinazioni, ma solo di non condividere l’obbligatorietà dei vaccini: «Trovare stupefacente che io abbia sottoscritto questo patto richiede una mentalità pari a quella dei terrapiattisti. Il maremoto mediatico che ha seguito la sottoscrizione del patto per la scienza di Burioni e Silvestri costringe a riflettere. Davvero io posso essere No-Vax? Per credere seriamente ad una cosa del genere bisogna avere un tipo di mentalità da terrapiattista».
Se da un lato gli alleati protestano, dall’altro ci sono vecchi avversari che plaudono alla scelta, come l’ex ministro della Salute, Beatrice Lorenzin: Caro Beppe Grillo – ha scritto su Facebook –  mi prendo ben volentieri della terrapiattista radicale se questo significa sapere che una persona come te, che certamente ha dimostrato di avere la forza di saper influenzare le masse, è senza se e senza ma dalla parte della scienza. Stare dalla parte della scienza significa credere nella bontà del metodo scientifico e assumere decisioni in base a dati evidenti e non seguendo pregiudizi o convenienze».

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