Vaccini, Lorenzin: «Copertura al 95 per cento per i nati nel 2015»

L'ex ministro alla Salute a Milano insieme al virologo Burioni e ad altre personalità per sostenere il "Patto per la scienza" contro le fake news in campo medico

vaccini

«L’Italia ha raggiunto il 95 per cento dei vaccini obbligatori per legge per i bambini nati nel 2015, ma abbiamo un grandissimo ritardo per quelli nati nel 2010», a sottolinearlo è stato l’ex ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. «Oltre alla sensibilizzazione su tutti i nuovi bambini nati adesso, bisogna informare anche i ragazzi già grandi dei licei e delle medie – . ha continuato la Lorenzin – L’obbligatorietà dei vaccini non è il fine della legge ma è un mezzo, bisogna ricostruire un ponte della cultura scientifica». E il problema non riguarda solo i bambini, l’ex ministro ha messo in evidenza anche che «Solo il 15-20% di chi lavora in ospedale si vaccina contro l’influenza. Chi è a contatto con i malati deve essere il primo ad essere vaccinato».

L’occasione per parlare di vaccini, tema che scatena sempre un grande dibattito pubblico, è stata la presentazione del “Patto trasversale per la Scienza“, all’università statale di Milano. Il patto, sostenuto dal noto virologo Roberto Burioni e dal collega Guido Silvestri, è stato sottoscritto da varie personalità tra cui anche Beppe Grillo e Matteo Renzi. Obiettivo dell’iniziativa è quello di promuovere l’informazione scientifica corretta, combattere le fake news e le bufale, come appunto tutte quelle che riguardano il mondo dei vaccini.

Bergamo in prima linea
«Il sindaco è il primo responsabile della salute sul suo comune. La campagna che noi abbiamo sostenuto a seguito della legge Lorenzin, ha portato molti genitori a vaccinare i propri figli. Io non credo che sia soltanto una questione legata alla salute, in realtà quello che noi vediamo è una messa in discussione del metodo scientifico in generale e della verità. Il patto trasversale deve essere rivolto a chi fa informazione e comunicazione.Io contesto la pseudo-neutralità di alcuni informatori», ha sottolineato nel corso dell’incontro il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori.

 

 

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