Vaccino AstraZeneca sospeso in Italia: cosa succede

Vaccino AstraZeneca sospeso in Italia. La decisione è arrivata nel pomeriggio di ieri, quando l’Aifa ha deciso di bloccare “in via del tutto precauzionale e temporanea” le somministrazioni del siero anti Covid anche nel nostro Paese dopo le segnalazioni relative a gravi effetti avversi. Prima dell’Italia era stata la Germania a fermare temporaneamente le vaccinazioni in attesa di un parere dell’Agenzia europea del farmaco Ema, parere atteso per il prossimo giovedì 18 marzo, quando si terrà una riunione straordinaria “per concludere su quanto raccolto e su qualsiasi ulteriore azione che potrebbe essere necessaria”. A bloccare l’utilizzo del siero a partire da ieri anche Francia, Spagna, Portogallo, Slovenia e Cipro.

La campagna vaccinale in Italia rischia così di subire un pesantissimo rallentamento, con la possibilità di veder slittare l’obiettivo annunciato solo ieri dal commissario straordinario per l’emergenza coronavirus, Generale Francesco Paolo Figliuolo: “500mila somministrazioni al giorno” di vaccino Covid per arrivare a immunizzare almeno “l’80% della popolazione entro il mese di settembre”. Inevitabilmente, le regioni hanno infatti bloccato le somministrazioni del siero in attesa di nuove indicazioni: Lombardia, Lazio, Toscana, Emilia Romagna, Friuli, Liguria, Veneto e Marche sono solo alcune delle regioni che hanno diffuso una nota rivolta ai cittadini, che ora vedranno riprogrammati gli appuntamenti già fissati. Continuano invece regolarmente le vaccinazioni con Moderna e Pfizer.

Intanto, “in coordinamento con Ema e gli altri Paesi europei”, l’Aifa “valuterà congiuntamente tutti gli eventi che sono stati segnalati a seguito della vaccinazione” e renderà “nota tempestivamente ogni ulteriore informazione che dovesse rendersi disponibile, incluse le ulteriori modalità di completamento del ciclo vaccinale per coloro che hanno già ricevuto la prima dose”. Fonti di Palazzo Chigi spiegano quindi che “la decisione di sospendere in Italia la somministrazione del vaccino AstraZeneca, adottata insieme al ministro Speranza e in linea con gli altri Paesi europei, è temporanea e cautelativa, in attesa delle prossime valutazioni da parte dell’Ema”.

In attesa che si riunisca, l’Ema tuttavia tranquillizza i cittadini sull’efficacia e la sicurezza del siero: episodi di “coaguli di sangue, alcuni con caratteristiche insolite come un basso numero di piastrine, si sono verificati in un numero molto limitato di persone che hanno ricevuto il vaccino” AstraZeneca. “Molte migliaia di persone – puntualizza l’ente europeo in una nota – sviluppano coaguli di sangue ogni anno nell’Ue per diversi motivi. Il numero di eventi tromboembolici complessivi nelle persone vaccinate non sembra essere superiore a quello osservato nella popolazione generale”.

Il vaccino AstraZeneca è stato sospeso dall’Aifa ma “è sicuro, lo diciamo ancora. Il rapporto benefici-rischi è ampiamente positivo”. Così il direttore generale dell’Aifa, Nicola Magrini, ieri a Otto e mezzo su La7, ha spiegato come è maturata la decisione di fermare provvisoriamente il vaccino. “Per l’insorgere di rarissimi eventi di trombosi cerebrale che hanno destato clamore mediatico in alcuni paesi. Per avere un atteggiamento coerente tra tutti i paesi europei, c’è stata una volontà politica di Italia, Spagna, Germania e Francia di tornare sui propri passi. Già cinque giorni fa si era deciso se sospendere, ma si era ritenuto che una sospensione avrebbe generato troppa preoccupazione e ci si era fermati alle disposizioni della magistratura su un solo lotto. Siamo qui a mostrare come la responsabilità di tutti debba prevalere. Non ci sono allarmi o allarmismi, c’è una volontà di approfondimento in modo più coordinato. La pausa servirà per parlare dell’accaduto e, alla luce di nuovi dati, per convincere tutti”, ha affermato Magrini.

Cinque milioni nel primo trimestre e 20 milioni nel secondo trimestre, tante sono le dosi di vaccino che l’Italia aspetta da AstraZeneca (2.196.000 vaccini già distribuiti) secondo l’impegno ribadito dall’azienda dieci giorni fa. Anche se due giorni fa il gruppo ha annunciato nuovi ritardi nelle consegne all’Unione europea.