Venezia, acqua alta da record: marea fino 187 cm 

Una marea straordinaria che inonda calli, piazze, locali. E adesso Venezia fa la conta dei danni. 187 i cm d’acqua che hanno invaso la città lagunare alle 22.50 di ieri sera, spiega il Centro Maree, quando l’acqua ha fortunatamente iniziato a defluire “con decisione”. Un record negativo, con il dato più alto mai registrato dal 1966, quando arrivò a 190 cm. 

Una “situazione drammatica”, spiega su Twitter il sindaco Luigi Brugnaro, che ieri sera affermava: “Sarà una lunga notte. L’acqua alta inizia a scendere. La paura di qualche ora fa ora lascia spazio alla conta dei primi danni. Una marea a 187 cm è una ferita che lascia segni indelebili. Adesso il governo deve ascoltare”. “Anche oggi – annunciava quindi il primo cittadino in un altro tweet – affrontando maree che segnano record negativi. Domani dichiareremo lo stato di calamità. Chiediamo al #Governo di aiutarci, i costi saranno alti. Questi sono gli effetti dei cambiamenti climatici. Il Mose va terminato presto. Domani scuole chiuse a Venezia e isole”. Poi, nella notte, l’invito ai cittadini: “Chiederemo stato di crisi. Cittadini e imprese raccolgano materiale utile a dimostrare danni subiti. Nei prossimi giorni comunicheremo modalità per richiesta di contributo”. 

Nel pomeriggio di ieri, arrivata a quota 130 centimetri, l’acqua aveva già invaso gran parte di Piazza San Marco – uno dei punti più bassi della città – e ancora una volta non aveva risparmiato la Basilica di San Marco, “invadendo l’atrio con 70 centimetri d’acqua, che sicuramente produrranno danni ai materiali lapidei, mattoni e alle colonne dello storico edificio – spiegava all’Adnkronos l’ing. Campostrini della Procuratoria di San Marco -. Noi abbiamo messo in atto un sistema di valvole e di pompe che protegge la basilica fino ad acque alte di 80 centimetri, ma poco possiamo contro acque alte di 130 centimetri come quella di oggi, e il problema è che sono previsti altri picchi nei prossimi giorni. Stiamo studiando un sistema che possa proteggere i muri e quindi gli intonaci e i mosaici anche con le acque alte eccezionali, ma c’è bisogno dell’intervento dello Stato”. Poi la marea record.