Vertenza Comdata, scongiurato il licenziamento di 225 persone

Il ministro Di Maio: «Ora, però, ciascuno faccia la propria parte per assicurare un futuro ai lavoratori»

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E’ stato sottoscritto, presso il ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, l’accordo che evita il licenziamento di 225 lavoratori impiegati dall’azienda multinazionale dei call center nelle sedi di Pozzuoli e Padova. «L’intervento del Governo – , si legge in una nota del ministero – ha evitato la chiusura della sede di Pozzuoli e con l’attivazione degli ammortizzatori sociali, l’azienda ha ritirato i licenziamenti annunciati».

A poche settimane dall’appello rivolto al ministro Di Maio, si è scongiurata una pesante perdita di posti di lavoro. Soddisfazione è stata espressa dal ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio: «Sono lieto per i risultati raggiunti in così breve tempo nel confronto con gli uffici del Ministero, tra i rappresentanti dell’azienda e dei lavoratori. Grazie al contributo di tutte le parti, è stato possibile mantenere l’impegno assunto, solo poche settimane fa, per la salvaguardia dei livelli occupazionali». «Il governo garantirà un sostegno all’azienda per superare questo momento di difficoltà, ha aggiunto. Ora, però, ciascuno faccia la propria parte per assicurare un futuro ai lavoratori. E’ un primo passo in una vicenda complessa e noi monitoreremo che i patti sottoscritti vengano rispettati e che arrivino commesse per far ripartire appieno le attività. L’azione del ministero non può fermarsi qui è importante che si concretizzi il piano di rilancio produttivo», ha concluso Di Maio.

Nel dettaglio, l’accordo prevede percorsi differenziati per le due sedi dell’azienda. Per la sede di Padova, l’azienda richiederà l’intervento del Fondo di integrazione salariale (FIS) per 12 mesi, con decorrenza 2 agosto 2018, nella forma dell’assegno di solidarietà. In questo caso, la percentuale media massima di riduzione dell’impegno di lavoro, risulterà pari al 50 per cento del personale impiegato. Per la sede di Pozzuoli, invece, sono previsti 8 mesi tra ferie e Fondo di Integrazione Salariale (Fis). Allo stesso tempo, l’azienda si è impegnata a ricercare, in tempi brevi, commesse e attività da spostare sul territorio napoletano, oltre ad una nuova sede che consenta di abbattere i costi della struttura attuale. «In entrambi casi -, si legge nella nota del ministero – l’azienda si è assunta l’onere di salvaguardare il perimetro occupazionale, con l’impegno a non procedere comunque a soluzioni unilaterali e traumatiche nei confronti dei lavoratori».

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