Viaggi, se si sbaglia il nome sul biglietto aereo le penali sono illegittime

A dirlo è l'Unione nazionale consumatori che più volte è intervenuta contestando il comportamento delle compagnie aeree

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Hai sbagliato il nome sul biglietto aereo? Illegittima la richiesta di penali. A dirlo è l’Unione nazionale consumatori, ricordando che non è legittima la richiesta di somme importanti, persino in alcuni casi l’obbligo di rifare un nuovo biglietto a fronte della non corretta registrazione in sede di prenotazione del nominativo del passeggero o per l’omissione dell’eventuale secondo nome oppure nel caso di alterazione-mancanza di alcune lettere.

Fino ad oggi, in tutti questi casi, la compagnia aerea sembrava avere il coltello dalla parte del manico: minacciando al viaggiatore il rischio di perdere la possibilità di partire era facile ottenere qualsiasi somma. D’altro canto, di fronte alle contestazioni dei consumatori, il vettore si difendeva citando non meglio precisate norme sulla sicurezza aerea. Per questo l’Unione nazionale consumatori era più volte intervenuta contestando questi balzelli come non dovuti. «L’Autorità garante della concorrenza e del mercato – spiega il presidente dell’Unc, Massimiliano Dona – ha chiuso l’istruttoria avviata nei confronti di un vettore aereo, accertando una pratica commerciale scorretta in violazione degli articoli 24 e 25 del dlgs. n. 206/2005 (Codice del Consumo). In particolare, la condotta accertata ha riguardato proprio l’applicazione ai consumatori di una penale che consisteva, in un primo tempo, nel pagamento di nuovo biglietto per poter usufruire del servizio già acquistato e, successivamente, di una fee di 50 euro per tratta».

Indicazioni e suggerimenti
«La cosa importante – sottolinea – è che la stessa Autorità ha osservato che la richiesta della penale avveniva direttamente in aeroporto, nell’imminenza del volo e a pena di divieto d’imbarco. E tuttavia, sottolinea il provvedimento, si trattava di un costo sostanzialmente indipendente da esigenze di sicurezza della circolazione aerea. Anzi, in alcuni casi tale problema era ascrivibile alle stesse caratteristiche del sistema di acquisto on line della compagnia (per colpa del limitato spazio disponibile per l’inserimento di tutti i nomi/cognomi dei viaggiatori) o a causa del disallineamento tra le interfacce operative con i siti internet di taluni intermediari di vendita».

A ciò si aggiunga, prosegue, che «il vettore non forniva alcuna informazione preventiva circa le conseguenze dell’incompleta annotazione del nominativo in sede di prenotazione, con ciò aggravando la scorrettezza della pratica, sanzionata come detto con un milione di euro: nel valutare la gravità della violazione, l’Autorità ha tenuto conto anche della diffusività della condotta (che ha interessato un numero elevatissimo di consumatori) e delle evidenze istruttorie da cui emergeva il chiaro obiettivo di incrementare i ricavi aziendali».

«Il bello di questo provvedimento – osserva Dona – è che possiamo estenderne la ratio a tutti quei casi in cui un qualsiasi operatore ci chiede di sborsare penali solo per il fatto che il consumatore ha commesso un errore materiale nel digitare un codice, inserire la targa del veicolo, indicare il nominativo, etc. E mi vengono in mente davvero tante situazioni dove siamo vessati dalle aziende, quando trattandosi di errori “di battitura”, basterebbe correggere, senza richiedere costose penali».

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