Violenza sulle donne, crescono i femminicidi: 142 casi nel 2018

Lo rivela l'ultimo rapporto Eures sulla violenza di genere. E il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, ha definito il fenomeno «un'emergenza pubblica»

violenza sulle donne

Sono gravi e in crescita i dati riguardanti la violenza sulle donne. Come riportato nell’ultimo rapporto Eures 2019, “Femminicidio e violenza di genere in Italia” diffuso in occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne che si celebra ogni anno il 25 novembre. Nel 2018, riporta la ricerca, si sono verificati 142 casi di donne uccise (un aumento dello 0,7 per cento) di cui 119 omicidi sono avvenuti in famiglia (+ 6,3 per cento) per una percentuale totale di vittime femminili pari al 40,3 per cento, un numero mai così alto in passato. Secondo il rapporto, la gelosia è ancora il movente principale come riscontrato nel 32,8 per cento degli episodi. Per quanto riguarda i reati, sono in crescita le denuncia per violenza sessuale (+ 5,4 per cento), stalking (+ 4,4 per cento) e maltrattamenti in famiglia (+ 11,7 per cento).

Violenza sulle donne emergenza pubblica
In una dichiarazione diffusa dall’Ufficio stampa del Quirinale, il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, ha ricordato che il fenomeno «è un tema all’attenzione del legislatore capace di animare singole iniziative e progetti collettivi. Tuttavia, la violenza sulle donne non smette di essere emergenza pubblica e per questo la coscienza della gravità del fenomeno deve continuare a crescere». Inoltre, ha sottolineato, «le donne non cessano di essere oggetto di molestie, vittime di tragedie palesi e di soprusi taciuti perché consumati spesso all’interno delle famiglie o perpetrati da persone conosciute. Inoltre, sminuire il valore di una donna e non riconoscerne i meriti nella vita pubblica e privata – attraverso linguaggi non appropriati e atti di deliberata discriminazione – rappresentano fattori in grado di alimentare un clima di violenza».

I messaggi della politica
Dal mondo politico sono tanti i messaggi arrivati in occasione della giornata sulla violenza di genere, ricordando come le ingiustizie verso le donne non sono soltanto fisiche: «Oggi è la Giornata contro la violenza sulle donne – scrive in un tweet il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo – Una piaga sociale che dobbiamo combattere tutti insieme e con ogni mezzo. Come Ministro voglio battermi per contrastare sia la violenza fisica sia economica, a partire dall’introduzione della parità di genere nelle retribuzioni». La capogruppo alla Camera di Italia Viva, Maria Elena Boschi, ha affermato: «Ha ragione Tiziano Ferro – commentando le ultime dichiarazioni del cantante – quando dice che le parole hanno un peso. Hanno un peso enorme e sappiamo quanto spesso siano le donne ad essere vittime di macigni lanciati sui social. Purtroppo, questo fenomeno non riguarda solo le donne, ovviamente».
E per la presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, il fenomeno deve essere ricordato e combattuto tutti i giorni: «Oggi si celebra la giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Non abbassiamo la testa, combattiamo, ogni giorno, questa barbarie».

Violenza sul lavoro
Infine, il segretario della Cisl, Annamaria Furlan, ha ricordato come la violenza contro le donne si annidi anche nel mondo del lavoro: «Non bisogna avere tentennamenti nei confronti di chi maltratta ed umilia le donne – ha scritto in una lettera al Quotidiano Nazionale – La violenza si annida anche nel mondo del lavoro, nelle frustrazioni di una precarietà infinita, nel divario salariale, nell’imposizione del lavoro domenicale o dei part-time alle donne in tante aziende piccole e grandi».