Vita a noleggio: smartphone, beni di lusso e mobili. Agli italiani piace il rent

Cresce il mercato dei prodotti in affitto. Al top auto, seguono elettrodomestici e attrezzature sportive. Gli esperti: rivoluzione per il Paese che più di ogni altro in Europa è legato alla proprietà

noleggio

Decidere di noleggiare anziché comprare tutto quello che ci serve, dalle auto fino ai capi di abbigliamento. Cambiare continuamente, usare sempre oggetti all’avanguardia senza spendere un capitale. È questo il nuovo fenomeno del consumismo italiano. Almeno secondo l’Osservatorio mensile Findomestic che, in collaborazione con l’Istituto Doxa, ha dedicato la sua ultima ricerca al comparto del rent (il noleggio da uno a cinque anni di un bene pagando un canone mensile) che – nato nei Paesi anglosassoni – sta prendendo sempre più piede anche in Italia prestandosi ad articoli meno associati all’affitto.

Non solo auto e telefoni
Dopo automobili (nel 2018 oltre 30 mila italiani hanno abbandonato la vettura di proprietà, o rinunciato ad acquistarne una, preferendo il noleggio) e smartphone, gli italiani si dicono pronti a noleggiare a lungo termine anche attrezzi per la manutenzione di casa e giardino (11 per cento), elettrodomestici (10 per cento), attrezzature sportive (10 per cento), articoli per l’infanzia (7 per cento), mobili (2 per cento). Non solo vetture. Tra  i beni più richiesti in affitto, al secondo posto,  c’è sicuramente il cellulare. Il 50 per cento degli intervistati sostiene che potrebbe sottoscrivere un abbonamento che includa uno smartphone di alta gamma pagando un mensile fisso che, tra le altre cose, prevede l’assicurazione contro danni e furto e la possibilità di sostituirlo con uno migliore.

I vantaggi dell’all-inclusive
Proprio la formula “tutto compreso” è quella che convince di più gli italiani a convertirsi al noleggio: il 54 per cento apprezza il vantaggio di assicurazione, manutenzione e sostituzione in caso di guasto del bene, tra i benefici più apprezzati segue la possibilità di rateizzare mensilmente il pagamento (per il 37 per cento) e di poter sostituire l’articolo con la versione più aggiornata e di ultima generazione (36 per cento) mentre per il 30 per cento prevale l’idea che sia una prova, prima di comprare effettivamente il prodotto. E le aziende cosa fanno? Invogliano il consumatore offrendo servizi aggiuntivi, compresa la manutenzione ordinaria di una lavastoviglie o della lavatrice. I millennials prediligono affittare attrezzature sportive, i più esigenti si affidano a siti specializzati per noleggiare abbigliamenti adatti a tutta la famiglia per qualsiasi viaggio nel mondo. Altri affittano stampanti per il pc, phon per i capelli, strumenti musicali, smoking,  scarpe e borse griffati da usare una sola volta, senza spendere un patrimonio.

Senso di proprietà
Per il 36 per cento degli intervistati noleggiare equivale a essere proprietario del bene a tutti gli effetti, avendone dunque la stessa cura. Per il 26 per cento, invece, la possibilità di beneficiare di alcuni servizi accessori, quali la copertura assicurativa e l’assistenza tecnica dedicata, consente un uso più disinvolto del prodotto. Un altro 24 per cento ha una maggiore cura del bene noleggiato in vista della restituzione dello stesso (questo dato sale al 30 per cento per le donne e scende al 20 per cento per gli uomini), mentre il 14 per cento ha meno cura del bene perché sa che verrà sostituito (ad esempio dopo un anno di utilizzo).

Cambio di passo
«Anche noi italiani – afferma  Claudio Bardazzi, responsabile dell’Osservatorio Findomestic – stiamo imparando a valutare i vantaggi dei servizi accessori o della manutenzione offerti dal Rent: un importante cambio di passo per il Paese che più di ogni altro in Europa è legato alla proprietà». «In effetti anche il consumismo sta cambiando – aggiunge  Rosario Trefiletti, presidente di Indagine 3  Centro Ricerche Consumi e Ambiente – . La nostra società, dopo la crisi economica, fa scelte più intelligenti. L’affitto permette di sperimentare in continuazione, senza indebitarsi».

Lusso low-cost
Anche il lusso è a prova di noleggio. È di un miliardo di dollari il giro di affari dell’affitto sul web di abiti firmati. Una sera da sogno può costare al massimo 200 dollari pagando per una mise firmata che ne costa 2000. Per non  parlare di gioielli, jet privati e yacht.  Affittare per un periodo di sei mesi una barca da 40 piedi può costare dai 10 ai 20 mila euro, molto meno dell’acquisto e del mantenimento dello yacht dei propri sogni.

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